Sgarbi indagato per opere d'arte contraffatte. Lui: sono vere
Indagine della procura di Roma per opere attribuite a De Dominicis e altri artisti contemporanei. Il critico ferrarese, presidente della Fondazione De Dominicis: l'erede ha deciso di togliermi la potestà di giudizio
FERRARA. C'è anche Vittorio Sgarbi tra le 23 persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere, contraffazione di opere d'arte e ricettazione, nell'ambito di un'indagine dei carabinieri tutela patrimonio culturale che ha portato alla scoperta di un giro di contraffazione di opere per milioni di euro. In particolare nei confronti del critico d'arte e deputato del gruppo misto l'ipotesi di reato è quella di aver autenticato diverse opere false (art. 178 del codice dei beni culturali). Ma il critico d'arte insorge: sono tutte vere.
Secondo la ricostruzione dell'agenzia Dire nell'indagine durata circa tre anni e giudicata dagli investigatori «particolarmente articolata e complessa» sono quattro le misure cautelari: due ordinanze di custodia agli arresti domiciliari e due divieti temporanei di esercizio dall'attività professionale. Misure cautelari che giungono al termine di una complessa attività investigativa che ha visto i carabinieri operare su tutto il territorio nazionale, coordinati da Laura Condemi della Procura della Repubblica di Roma. Le persone indagate, secondo gli inquirenti, erano riuscite a immettere, nei canali leciti del mercato dell'arte contemporanea, numerose opere d'arte contraffatte, corredandole di fraudolente certificazioni di autenticità. In tutto sono state sequestrate oltre 250 opere per un valore di oltre 30 milioni di euro, quasi tutte cedute ad ignari collezionisti. ritrovato anche vario materiale atto alla falsificazione. secondo gli inquirenti il sodalizio ruotava intorno alla Fondazione archivio Gino de Dominicis di Roma, presieduta da Sgarbi e composta da importanti galleristi, esperti d'arte e mediatori commerciali.
I presunti autori del reato sono, con posizioni diverse, coinvolti in maniera attiva nella falsificazione, autenticazione e commercializzazione di opere d'arte falsamente attribuite al celebre artista marchigiano Gino de Dominicis - riconosciuto come uno degli autori più importanti dell'arte italiana del secondo dopoguerra con quotazioni sempre più in rialzo sul mercato - ed, in misura minore, ad altri maestri dell'arte contemporanea. Le due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state emesse a carico del principale soggetto che materialmente realizzava le opere contraffatte e del vice presidente della fondazione, giudicato un personaggio di spicco nella vicenda poichè in passato era stato assistente personale dell'artista, e per questo secondo le indagini, sfruttava nella contraffazione delle opere le sue approfondite conoscenze circa le tecniche pittoriche e l'iconografia concettuale del maestro deceduto nel 1998.
Furiosa la reazione di Sgarbi. «Pirandelliano e grottesco - ha commentato per l'agenzia Agi - Siamo al livello più basso della capacità di un organo di garanzia e di tutela culturale, quelle opere sono tutte vere. L'inchiesta è stata condotta con dilettantismo e pressapochismo. Per me quelle sono tutte opere originali. I carabinieri hanno sequestrato opere vere senza individuare un falsario e c'è un magistrato che gli ha dato corda. Hanno sequestrato opere autentiche in nome della seduzione amorosa di una persona che si è ritenuta l'unico erede e ha deciso di togliere la potestà di giudizio mia e di altri».
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