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Ferrara

processo al pluriomicida 

«Sopravvissuto a Igor sono qui in aula per vederlo in faccia»

«Sopravvissuto a Igor sono qui in aula per vederlo in faccia»

Marco Ravaglia per la prima volta all’udienza contro il killer La Provincia parte civile: «Un dovere essere presenti»

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Anche la tecnologia diventa un ostacolo nella ricerca di giustizia contro Igor Vaclavic/Norbert Feher, sotto processo a Bologna per i delitti commessi tra Ferrara e Bologna. All’udienza di ieri, tutto è saltato perchè è stato impossibile collegarsi con la Spagna, in video-conferenza, con il carcere di Zuera dove Igor è detenuto. «Purtroppo si è verificato un problema tecnico in Spagna, non funzionava l’audio e quindi per forza si è stati costretti a rinviare l’udienza al prossimo 30 gennaio» ha spiegato subito l’avvocato difensore di Igor, Cesare Pacitti che ha chiesto una perizia psichiatrica per Igor, sulla quale il gip Ziroldi deve ancora decidere.

All’udienza di ieri era presente per la prima volta, Marco Ravaglia, l’agente della Polizia provinciale ferito da Igor nell’agguato nel Mezzano, dove venne ucciso Valerio Verri: «Non c’è stata la possibilità di effettuare il dibattimento viste le difficoltà tecniche nel collegamento, io - ha spiegato Ravaglia - ma ero comunque pronto e preparato ad affrontare Igor e a vederlo anche se solo nello schermo. Dai primi di settembre, oltre a fare la riabilitazione, sono tornato al lavoro. Purtroppo per ora solo in ufficio ma il mio lavoro lo faccio come sempre con dedizione e passione». Un ritorno alla vita, dopo mesi di riabilitazione psico-fisica: «Di cui ringrazio la psicologa che mi segue, Rita Magnarella. Tutto Mi serve per “tornare sul pianeta terra”, alla normalità, dopo un’esperienza del genere purtroppo non è facile». All’udienza di gennaio, Ravaglia ci sarà di nuovo: «Se le condizioni del mio fisico me lo permetteranno: lotto ancora contro i dolori spesso molto forti che le ferite subite mi hanno lasciato».

In aula anche Alberto Bova a rappresentare la Provincia di Ferrara: «La costituzione di parte civile della Provincia è un atto dovuto, per il nostro dipendente (Ravaglia, agente di Polizia provinciale, ndr) che tutte le vittime: un modo per far vedere - spiega Bova - che le istituzioni i sono al fianco dei cittadini. Molto difficilmente ci sarà la possibilità di ottenere risarcimenti ma almeno come atto simbolico dovevamo farlo». —

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