Fusioni, oggi il referendum Quasi 22mila cittadini al voto
Seggi aperti dalle 7 alle 23 per decidere sull’unificazione amministrativa in due soli enti Quesito di carattere consultivo ma di fatto decisivo
Fusione o non fusione? Accorpati o meglio soli? In definitiva: sì o no? La risposta è in una croce sulla scheda, quella del referendum che si svolgerà oggi in quattro Comuni che presto potrebbero diventare due.
Fiscaglia è “promessa sposa” a Ostellato, Mesola a Goro. Tutto però è nelle mani dei cittadini, chiamati a celebrare le eventuali nozze nelle urne: sono quasi 22mila (per l’esattezza 21.844) gli elettori in grado di poter dire la loro. Si vota dalle 7 alle 23 e lo scrutinio delle schede inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.
È necessario portare con sé un documento di identità valido e la tessera elettorale. In caso di smarrimento o esaurimento degli spazi per l’apposizione della certificazione del voto, gli elettori sono invitati a presentarsi personalmente negli uffici elettorali dei comuni (aperti in via straordinaria fino alle 23) per il rilascio della nuova tessera.
fiscaglia-ostellato
In questi due Comuni sono 12.808 gli elettori chiamati a esprimersi: 7.635 a Fiscaglia e 5.173 a Ostellato. Dal presidente di seggio riceveranno una sola scheda, in quanto il nome dell’eventuale nuovo Comune, ovviamente nel caso il Sì vincesse, è già stato deciso: Fiscaglia con Ostellato. Un territorio unico che avrebbe una popolazione complessiva di 15.061 abitanti, distribuiti su 289,5 metri quadrati.
mesola-goro
Qui invece gli elettori chiamati al voto sono in tutto 9.036: 3.169 dei quali a Goro e 5.867 a Mesola. In questo caso le schede consegnate prima di entrare in cabina saranno due: la seconda infatti riguarda infatti la possibilità di esprimere la propria volontà circa il nome dell’eventuale futuro ente unitario; quattro le scelte: Castel del Delta, Castel del Mare, Porto dell’Abate, Goro Mesola.
le regole
Secondo quanto prevede la legge regionale, il referendum sulle fusioni è di carattere consultivo, eppure il responso sarà decisivo.
Non viene richiesto, al fine di dar corso alla sua validità, alcun tipo di quorum. Attenzione: la fusione sarà attuata se il Sì otterrà il 50% più uno dei voti espressi in entrambi i territori; in pratica, se il No dovesse vincere anche solo in uno dei due territori il progettato accorpamento fallirà. Con il Sì trionfante, un breve periodo di commissariamento prefettizio anticiperà l’elezione dei nuovi organi amministrativi. —
F.T.
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