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Riso, dazi sempre più vicini L’Europa deve decidere

Andrea Tebaldi
Riso, dazi sempre più vicini L’Europa deve decidere

La concorrenza di Cambogia e Myanmar crea molti problemi ai produttori italiani Giansanti: i dati parlano chiaro, le superfici coltivate si sono ridotte del 40%

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In questi giorni si sta giocando una partita fondamentale per il settore risicolo in Italia e a livello europeo: il comitato europeo sta decidendo sui dazi sul riso proveniente dalla Cambogia e dal Myanmar. Entra nel vivo la fase finale e decisiva per l’applicazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia”, con la conseguente reintroduzione delle tariffe doganali sulle importazioni di riso Indica proveniente dai due Paesi asiatici, come da tempo richiesto da Confagricoltura. Una partita che interessa da vicino anche i risicoltori della provincia di Ferrara che negli ultimi hanno pagato le conseguenze della concorrenza asiatica

Superfici ridotte

Dai risultati dell’indagine della Commissione Europea (periodo 2012-2017), le importazioni di riso Indica da Cambogia e Myanmar sono aumentate dell’89%, mentre le superfici investite nell’UE si sono ridotte in misura del 40%, con pesanti conseguenze in termini sociali e economici.

Il presidente Giansanti

«Questi dati – commenta il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – dimostrano chiaramente il pregiudizio arrecato dalle importazioni in esenzione di dazio al comparto risicolo europeo. L’obiettivo è tutelare i risicoltori italiani dalla concorrenza sleale. È quindi necessario procedere al ripristino della protezione tariffaria per i tre anni previsti dalla normativa comunitaria, con un dazio invariato (175 euro a tonnellata) per l’intero triennio”. Confagricoltura condivide le preoccupazioni dei risicoltori italiani che hanno dovuto fronteggiare enormi difficoltà di mercato conseguenti alle importazioni dai Paesi che godono di agevolazioni tariffarie per esportare senza barriere il loro prodotto sul mercato europeo. È evidente la rapidità con la quale sono aumentate le esportazioni di riso Indica da Cambogia e Myanmar dirette verso il mercato dell’UE: in soli cinque anni si è passati da 165mila ad oltre 300mila tonnellate; nello stesso periodo Cambogia e Myanmar hanno migliorato il loro posizionamento sul mercato UE, passando dal 15, 6% al 31, 4% della quota di importazioni comunitarie».

Tra le altre evidenze emerse dall’indagine, il settore risicolo europeo ha perso circa il 20% di quota di mercato; inoltre il prezzo del riso Indica importato dalla Cambogia, è stato in media del 20% inferiore rispetto al prezzo del riso Indica comunitario e quello importato dal Myanmar di oltre il 40%.

Si aspetta il verdetto

Conseguentemente a questi dati inequivocabili, la Commissione europea ha riconosciuto il nesso di causalità tra le maggiori importazioni ed il danno economico arrecato al comparto del riso europeo. Ha proposto, quindi, di ripristinare i dazi per il riso Indica proveniente da Cambogia e Myanmar per tre anni, ad un livello decrescente pari a 175 euro/t il primo anno, 150 euro/t il secondo anno, 125 euro/t il terzo anno. Ora non resta che attendere il 4 dicembre per conoscere le decisioni del Consiglio dei Ministri europeo.

Andrea Tebaldi

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