La giornata calma dello scrutatore In Castello pranzo senza vongole
A Ostellato e Mesola nessuna coda davanti ai seggi e tanta disillusione «Io voto sempre, eppure stavolta le cose cambieranno meno di altre»
il racconto
Parrebbe di sì, invece no: fusione non fa rima con confusione. Almeno sulla strada verso il voto. Metà mattinata, scuola media di Ostellato dedicata a Pascoli. Ma c’è più prosa che poesia. «Tutto tranquillo, perfino troppo. Molti punti di affluenza in meno rispetto a “normali” elezioni», racconta il presidente del seggio 1. E si capisce che “la giornata d’uno scrutatore” sarà un bel po’ grigia, quasi come per il protagonista del libro di Calvino, sicuramente come il colore della scheda. Un anziano l’ha appena infilata nell’urna. «Io voto sempre eppure stavolta le cose cambieranno meno anche delle altre volte», racconta. Forse prevede.
«diciamocelo»
Il torpore, all’improvviso, svanisce. «I piccoli Comuni da soli non ce la possono fare, devono mettersi assieme», dice un uomo mentre un altro gli fa il controcanto, «macché, diciamocelo: da questa fusione avrebbe da guadagnarci solo Fiscaglia. E poi è tutta una questione politica. Diciamocelo». Per carità, scriviamolo pure.
Ecco il sindaco Marchi: è tardi per la campagna elettorale, solo un passaggio per confortare lo scrutatore “solitario” e per accertarsi se «è tutto apposto, brigadiere?». Il sì che riceve in risposta, magari per lui fosse barrato in gran quantità sulle schede. Tanto vale muoversi verso le terre dell’altro referendum per vedere l’effetto che fa.
la gastropolitica
A Mesola l’evento del giorno è il pranzo benefico in Castello dell’associazione Più Felici, che si occupa di disabili. Poca voglia di parlare del voto. Piuttosto si consulta il menù. «Come dice? Mancano le vongole di Goro? La rassicuro, non c’entra nulla con il referendum», ci spiegano. Sarà così, ma ci si aggrappa anche agli astri della gastropolitica pur di scrutare il futuro.
A caccia di un seggio, disperatamente. Alle scuole Manzoni, il deserto. Primo Marchetti, una vita in politica, si lascia andare: «Vincerà il No: tutto è stato pensato troppo in fretta, la fusione si può fare più avanti». Sulle pareti i disegni degli studenti per l’elezione del consiglio comunale dei ragazzi fa impallidire l’inerzia degli adulti. Ci sarà tempo per crescere, in quale Comune si vedrà. —
Fabio Terminali
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