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il restauro 

Stregati dall’Ariosto Il cantiere aperto richiama i ferraresi

Margherita Goberti
Stregati dall’Ariosto Il cantiere aperto richiama i ferraresi

Spiegate la storia e le finalità dell’intervento di recupero Un monumento dell’Ottocento parte integrante della città

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Alta 5 metri, 70 quintali di peso la statua dell’Ariosto era posizionata, compreso il piedistallo, a 22 metri di altezza; per portarla a terra e procedere al suo restauro l’impresa di Luigi Soligo si è dovuta impegnare moltissimo consentendo ieri anche alla cittadinanza di ammirarla da vicino.

Cantiere aperto

L’iniziativa del cantiere aperto è piaciuta ai ferraresi e in tanto hanno voluto vedere da vicino la statua del poeta, solitamente collocata in alta e anche per conoscere le fasi del restauro L’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi insieme allo storico ferrarese Francesco Scafuri ed all’architetto Benedetta Caglioti ne hanno infatti presentato le peculiarità dell’intervento sull’Ariosto, ognuno per le proprie competenze.

«Dobbiamo risalire alla fine del 1400 quando il duca Ercole I volle che l’architetto di Corte Biagio Rossetti realizzasse una “Piazza Nuova “con al centro una sua statua equeste a memoria delle molteplici imprese compiute – ha ricordato Scafuri – Ma le cose si misero subito male: delle due colonne previste per sorreggerla, una viene inghiottita dal Po e l’altra portata nella Piazza in attesa degli eventi. Tutto si ferma perciò fino al 1660 quando la città dedica al papa Alessandro VII una statua che dal centro storico viene portata nel 1675 in piazza Nuova».

In piedi dal 1833

Si passa al 1833 quando Francesco e Mansueto Vidoni realizzano la statua dell’Ariosto che subisce già un restauro nel 1881. Sul procedimento tecnico del recupero della statua si è poi soffermata l’architetto Benedetta Caglioti che ha precisato l’importanza di un lavoro di équipe. «Si tratta di un restauro critico conservativo – ha annunciato – al quale ci siamo dedicati partendo proprio dalla sua storia e da quella dei suoi manufatti. L’Ariosto soffriva di un forte degrado dovuto all’esposizione all’intemperie; ha presentato diverse lesioni specie ai piedi sui quali poggia che hanno richiesto un perno metallico di sostegno». Nel ricordare anche gli altri cantieri aperti l’assessore Aldo Modonesi ha quindi puntualizzato l’estrema necessità di questo restauro.—

Margherita Goberti

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