Al Sant’Anna è “tutto esaurito”, afflusso super nei weekend
Sabato il picco di 143 accessi al pronto soccorso, lunghe attese per i pazienti. L’ospedale: l’influenza non c’entra. Le cause: patologie gravi e dimissioni difficili
FERRARA. Questa volta l’influenza non c’entra. Lo scrive chiaro e tondo l’azienda ospedaliera, che ieri ha evidenziato in un comunicato stampa la situazione di iperafflusso che ha interessato in modo particolare il servizio di pronto soccorso e in seconda istanza l’area dei ricoveri e la procedura delle dimissioni. In poche parole, ospedale sold out.
«A partire da venerdì scorso il pronto soccorso dell’ospedale di Cona è stato soggetto ad un elevato numero di accessi e di successivi ricoveri», ha sottolineato il Sant’Anna. E le motivazioni dell’afflusso massiccio confermano una patologia complessa del sistema sanitario, non solo locale, che ha oggi molteplici cause.
L’assalto dei pazienti
Una delle più importanti è legata alla «gravità delle condizioni cliniche dei pazienti che si sono presentati al proto soccorso» in questi giorni, come scrive l’ospedale. Patologie che spesso derivano da condizioni di cronicità e non autosufficienza in una provincia nella quale la componente più matura della popolazione (sopra i 65 anni) incide per il 28% sulla popolazione. L’altro aspetto che potrà avere un peso nell’aggravare o alleggerire l’impatto di questa ondata di accessi è il flusso in uscita, cioè la frequenza delle dimissioni, un altro fattore di sofferenza che, nonostante la costituzione di organismi di coordinamento tra ospedale e territorio, continua ad esercitare a fasi più o meno alterne la sua pressione sul sistema sanitario locale.
La moltiplicazione degli ingressi al pronto soccorso «ha creato disagi tra le persone presenti - aggiunge il Sant’Anna - per via dei tempi d’attesa molto lunghi soprattutto per la fase di ricovero, stante la saturazione di tutti i posti letto dell’ospedale e le difficoltà di dimissione».
Overbooking in corsia
Per quanto riguarda gli accessi al pronto soccorso, l’ospedale fornisce anche i dati giornalieri: nella giornata di venerdì 30 novembre sono stati 108 gli accessi, sabato 1 dicembre 143 e domenica 127. Una situazione che si era presentata «quasi in egual misura - ricorda l’azienda ospedaliera - nel fine settimana precedente. La percentuale di ricovero da pronto soccorso il 2 dicembre, cioè domenica scorsa, è stata del 26% a fronte di una media dei primi nove mesi del 2018 pari al 22,9%».
Per fronteggiare l’emergenza l’ospedale «ha messo in campo e strutturato tutte le azioni possibili» per garantire il potenziamento della capacità di ricovero: è stata attivata l’Osservazione Breve Intensiva (Obi) che permette ad alcuni pazienti di rimanere ricoverati direttamente in pronto soccorso; l’attività di ricovero programmata è stata ridotta, «affinché quanti più pazienti possibile provenienti da pronto soccorso potessero trovare sistemazione nelle aree di degenza delle varie unità operative». —
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