Dubbi sul dl sicurezza Ferrara frena sull’intesa tra Asp e prefettura
Il centrosinistra preoccupato per le ripercussioni del decreto sui conti del Comune, la qualità dell’accoglienza e l’occupazione Ritirata la mozione sulla Lega
La preoccupazione dell’amministrazione per l’aggravio di costi sulla gestione dei migranti che il decreto sicurezza produrrebbe sui conti comunali, l’inquietudine degli operatori perché la chiusura degli Sprar e il giro di vite sull’accoglienza minaccia di ripercuotersi sulla loro stabilità lavorativa, l’ansia per la sorte di migliaia di persone. Davanti ad un pubblico insolitamente ampio, in gran parte lavoratori della Cooperativa Camelot, ieri pomeriggio il consiglio comunale ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno del centrosinistra sull’impatto del decreto Salvini, con l’impegno a chiedere un confronto tra il ministero e l’Unione dei comuni ed estrema cautela sull’Asp. L’azienda comunale che gestisce in convenzione l’accoglienza dei migranti, per ciò che ha deciso l’aula, potrà rinnovare la convenzione solo «per il tempo necessario a traghettare il sistema da quello attuale a quello descritto nella nuova normativa per avere poi il modo di valutare le diverse condizioni di gestione, ad oggi non ancora definite, e l’eventuale prosecuzione della collaborazione con la Prefettura».
scintille in aula
Il dibattito è stato acceso, segnato dal doppio livello delle alleanze, tra Roma e Ferrara. Con Claudio Fochi (M5s) disponibile a riconoscere le criticità del provvedimento, ma allineato sul no «perché voi negate un’emergenza che c’è ed è colpa vostra», il richiamo di Alessandro Balboni (FdI) a non farne un fatto di buoni contro cattivi, Francesco Rendine (Gol) a benedire Salvini e Matteo Fornasini a puntare dito sul business dell’accoglienza.
mozione ritirata
Prometteva scintille anche la mozione del Partito Democratico (ma firmata anche dalla socialista Deanna Marescotti) sulla restituzione dei 49 milioni di euro di fondi pubblici disposta nei confronti della Lega, a rate, in ottant’anni. Un’iniziativa provocatoria, per stessa ammissione dei Dem, indirizzata verso un’insolita, forzata, richiesta: che il sindaco sollecitasse il segretario comunale dei salviniani, Nicola Lodi, ad assumersi la sua parte di responsabilità politica. Apriti cielo. Il centrodestra l’ha bollata come un’intimidazione velenosa, addirittura un “vulnus per la democrazia” (Fornasini) e ha chiesto di non discuterla né metterla ai voti, facendo appello alla pregiudiziale. Bocciata dall’aula. Eppure, dopo aver vinto il braccio di ferro dei numeri, è stato lo stesso Pd a ritirare la mozione, andando incontro ad una richiesta dell’alleato Alberto Bova (Ferrara Concreta). Tanto rumore per nulla.
Nel consiglio di ieri....
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