«Ecco dov’è mio padre Là, sotto quel lenzuolo»
Argenta. «Nel pomeriggio era stato a casa mia perché spesso veniva a trovare le sue due nipotine di 14 e 10 anni, poi è uscito per andare a casa sua e invece eccolo qui, sotto quel lenzuolo bianco».
A parlare è Davide Panato, figlio di Ermanno, un papà che è stato avvisato dell’incidente e portato sul posto da un ispettore della Polizia Locale di Argenta. Non è riuscito a fare il riconoscimento del cadavere, non se l’è sentita ma ha precisato: «Quella è la mia bicicletta che ho dato a lui. Sa – confida Davide -, un anno e due mesi fa, ho perso mia mamma con un ictus, e ora mio padre. E adesso come faccio – aggiunge confortato dagli agenti municipale e anche dai carabinieri di Argenta -? Andando a casa dovrò dirlo a mia moglie che ritorna alle 20 e insieme dirlo alle mie figlie e poi dovrò anche telefonare a mia sorella che abita a Treviso».
Dalla ditta Idrosart, esce l’impiegata. Chiede chi è la vittima di questo ennesimo incidente: «Panato? Ma no – dice piangendo -; mi dispiace moltissimo perché quasi tutte le mattine, abitando qui vicino (nei pressi c’è anche il capannone dell’ex carrozzeria; ndr) ci veniva sempre a trovare. A volte aveva bisogno di qualcosa e gliela davamo ma soprattutto veniva per confidarsi, per una parola di conforto. Ci diceva sempre, che per lui la moglie era tutto e nonostante sia passato più di un anno dalla morte, faticava ad abituarsi a vivere da solo. Panato era una brava persona... perdiamo una brava persona». —
G.C.
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