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documento inviato a roma 

Gli azzerati al governo «Ristori al valore di 41 euro per azione»

S.C.
Gli azzerati al governo «Ristori al valore di 41 euro per azione»

I ferraresi temono pesanti decurtazioni dall’arbitro Consob Se resta la prova di frode, deve valere ogni inadempimento 

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Gli azzerati Carife chiedono ancora una volta al governo di esentarli dall’onere della prova della vendita fraudolenta e, in questo caso per la prima volta, indicano un obiettivo molto ambizioso come prezzo di rimborso: «Il valore massimo raggiunto dalle azioni nei 10 anni precedenti alle messa in liquidazione coatta amministrativa delle banche». Significa che le azioni Carife dovrebbero essere ristorate al valore di 41 euro, anche se la maggior parte degli acquisti sono avvenuti a prezzi molto inferiori.

premessa e postilla

Quest’ultimo è senz’altro il punto più controverso del documento inviato ieri da Amici Carife, Risparmiatori traditi, Risparmiatori azzerati Carife, Unione nazionale consumatori, Azionisti privati Banca Marche e Dipendiamo Banca Marche, ai sottosegretari Villarosa e Bitonci, per gli ultimi ritocchi all’emendamento all’art. 38 della legge di Stabilità, che domani dovrebbe andare in aula alla Camera. Gli azzerati prevedono quindi anche rimborsi superiori alle cifre perdute? «Pretendiamo pari trattamento con gli azionisti delle banche venete, che hanno già chiesto il valore massimo - spiega Marco Cappellari (Amici) - È puramente ipotetica l’ipotesi di rimborsi superiori al perduto, perché oggi si parla del 30%, sia pure come acconto, e soprattutto c’è di mezzo l’arbitro Consob che, come abbiamo visto anche nel caso riportato dalla Nuova (domenica 1, ndr), decurta i rimborsi sulla base di parametri tutti suoi».

Ecco quindi il collegamento con la richiesta in premessa, cioè un accesso al ristoro «attraverso una semplice richiesta che dimostri la sola titolarità» delle azioni, e il no al «misselling (frode, ndr), seppure in forma attenuata».

otto punti

Gli azzerati vogliono la garanzia di poter procedere anche in sede giudiziaria, dopo aver richiesto il rimborso, con termine slittato al 30 settembre 2019; il 100% per importi inferiori a 40mila euro, del 30% per gli altri con successiva ripartizione proporzionale fino al ristoro totale, senza detrazione dei dividenti; esclusione di indagati, ex amministratori e Fondazioni, sì invece a tutti gli azionisti e bondisti; se resta il misselling,ristori per «qualsiasi inadempimento e responsabilità degli istituti di credito in risoluzione o dell’intero sistema di controllo».

S.C.

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