Mantovani: sul pane non demonizziamo il prodotto conservato
«Il fatto che il decreto interministeriale abbia definitivamente regolamentato l’uso delle diciture “pane fresco” e “pane conservato” va nell’ottica della trasparenza. Non della lotta imprenditoriale».
Così si esprime la Confartigianato sede di Ferrara, per voce del responsabile Dipartimento Sindacale, Riccardo Mantovani, prende le distanze dai toni trionfalistici con cui è stato salutato il provvedimento dai commercianti localie dalle associazione dei pianificatori ferraresi.
«In entrambi i casi si parla di prodotti di qualità- puntualizza ancora RiccardoMantovani -. Nel primo, realizzati con processi che non prevedono interruzioni finalizzate al congelamento o alla surgelazione. Nel secondo si».
Semmai, questo il punto, la puntualizzazione consente ulteriore trasparenza e capacità di scelta del consumatore. Una ambiguità da debellare rimane invece sul fronte dell’appena sfornato, molto usato nella grande distribuzione. «Perché è comunque appena sfornato».
Mantovani ammonisce dunque chi demonizza il conservato, che «in ossequio al rispetto della sostenibilità, salubrità, tracciabilità degli ingredienti, ha permesso a molte aziende non solo di crescere, con possibilità occupazionali, ma di portare il Made in Italy e il Made in Fe fuori dai confini».
La chiosa: «Accogliamo con piacere tutto ciò che conduce e induce al rigore e alla disciplina. Tutto ciò che aiuta il consumatore ad acquistare con consapevolezza. Ma non ne facciamo una questione di serietà aziendale. Questo sì è ingannevole». —
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