Proposta della Pro Loco Una sede più grande per il Museo dell’aria
Socie simpatizzanti esaltano l’importanza dell’Ada Ulteriori altri spazi logistici da ricavare nelle ex scuole: «Serviranno 20mila euro»
AMBROGIO. La Pro Loco in prima linea per una nuova sede in grado di ospitare il Museo dell’aria dell’Ada (Archeologi dell’Aria). Questo il risultato della bella festa dai sapori d’autunno svolta al Centro multiculturale Rodari di Ambrogio (nell’edificio delle ex scuole elementari), la quale ha visto una partecipazione numerosa dei soci e simpatizzanti della Pro Loco di Ambrogio, che gestisce in convenzione il palazzo da circa tre anni.
gli spazi
«Unpli Ferrara (Unione Pro Loco), unitamente a Unpli Emilia Romagna e Pro Loco di Ambrogio, - dichiara Renzo Barboni, presidente Unpli (nonché segretario generale Pro loco regionali) -, si attiveranno perché il museo possa trovare ulteriori spazi logistici, sollecitando il Comune di Copparo a recuperare il piano superiore del palazzo ex scuole, con in intervento di manutenzione, messa in sicurezza e agibilità. Con una spesa stimata in circa 20mila euro, e per la prossima legislatura, un abbellimento della facciata del palazzo».
il progetto
«Altre istituzioni potrebbero compartecipare alle spese - continua - dalla Regione Emilia Romagna al Ministero della difesa, al Ministero dei beni artistici e attività culturali, facendo del palazzo Rodari-Pro Loco il Centro nazionale del Museo Archeologico dell’aria una primaria location, significativa anche per il turismo archeologico».
La scelta del palazzo Rodari nasce da una serie di colloqui nell’ambito degli eventi del 25 Aprile e 1º Maggio, da anni organizzati dalla Pro Loco, e che ha raccolto un pubblico non solo locale ma anche della nostra provincia che con l’Ada cercavano una sede prestigiosa, una location spaziosa e un’attenzione particolare anche del comune di Copparo e della Pro Loco locale, oltre alla rievocazione storica del contesto bellico.
l’associazione
L’attività dell’Ada coi suoi 20 soci e il presidente Fabio Raimondi è rivolta prevalentemente alla ricerca di pistoni, carrelli, pezzi di metallo aviario, effetti personali di piloti delle battaglie aeree della Prima e Seconda Guerra Mondiale. E dall’analisi dei materiali bellici e dei documenti di archivi militari si può costruire un nome, un volto e la dignità dei protagonisti delle battaglie aeree.
Una visita guidata, anche prenotando e visualizzando il sito www.archeologiadellaria.org oppure su Facebook “Ada-Archelogi dell’aria”, coglierà la conoscenza della mission e l’operato dell’associazione e la riconoscenza di quanti hanno dato e offerto con il sacrificio, la chiamata alla guerra e, forse, è sempre bene ripetere la frase “mai più una guerra”. —
Franco Corli
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google