Trionfa l’autonomia Scatta la corsa alle risorse svanite con la bocciatura
Il comitato gorese del No esulta Padovani (Mesola): «Io vado avanti»
Sventola orgogliosa la bandiera della Repubblica autonoma marinara di Goro. E guai a chi provasse ad ammainarla. «Non si azzardassero in Regione a modificare quello che si è deciso qui. Vista anche l’affluenza elevata, abbiamo dimostrato di tenerci più di altri. Una vera e propria lezione di democraticità», esulta Fausto Gianella, portavoce del fronte del No.
Quel quasi 90% di voti contrari rappresenta un esito netto, indiscutibile. Ma adesso?
qui goro
«Le dimensioni della vittoria del No sono andate oltre l’immaginabile – ammette Gino Soncini, consigliere comunale di minoranza gorese –. Immagino che il messaggio sia arrivato forte e chiaro alla Regione, che ha puntato a dividere il nostro territorio, mettendo in ballo anche la Sacca. In campagna elettorale era venuto anche l’assessore alla pesca, ma il messaggio del Sì non è passato».
Per Soncini il sindaco Viviani «deve fare un esame di coscienza e mettere la carte in tavola: se vuole proseguire, deve spiegarci perché il debito comunale è cresciuto così tanto». Sull’ipotesi di un nuovo contributo volontario da parte dei pescatori frena, «prima di metterci altri soldi, bisognerà approfondire».
qui mesola
A Mesola il Sì ha superato quota 43%, ma il sindaco non è rincuorato di una sconfitta “meno sconfitta” che altrove. «Il popolo è sovrano – dice Gianni Michele Padovani – e rispetteremo la sua decisione, lo abbiamo sempre detto. Non direi che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba: quello sarebbe stato il caso di una fusione allargata anche ad altri Comuni. In certi luoghi è scattato un riflesso identitario, anche se a Bosco Mesola in due sezioni su tre ha vinto il Sì».
Anche qui scatta la domanda: e ora? «Il nostro Comune è virtuoso – dice Padovani –, non c’è emergenza. Certo, si farà più fatica a portare avanti i progetti, specie i lavori pubblici. Per i fondi per le aree interne i tempi stringono? Non direi, le carte sono in regola».
Piuttosto sono i numeri della maggioranza che lo sostiene, svanita in consiglio, a preoccupare il primo cittadino mesolano: «Mi prendo un po’ di tempo per riflettere e convocherò il consiglio quando ci saranno problemi rilevanti. Per il momento vado avanti per risolvere i problemi: in fondo non manca tanto alla scadenza del mio mandato, a maggio...».
Infine, qualche sassolino levato dalle scarpe nei confronti dell’opposizione, «in consiglio – sostiene Padovani – non hanno votato contro la fusione, poi deve essere arrivato un diktat provinciale. Dicevano che il referendum non era politico e ora sostengono che serviva per fare le scarpe a me?». —
Fabio Terminali
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