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Trionfa l’autonomia Scatta la corsa alle risorse svanite con la bocciatura

Fabio Terminali
Trionfa l’autonomia Scatta la corsa alle risorse svanite con la bocciatura

Il comitato gorese del No esulta Padovani (Mesola): «Io vado avanti»

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Sventola orgogliosa la bandiera della Repubblica autonoma marinara di Goro. E guai a chi provasse ad ammainarla. «Non si azzardassero in Regione a modificare quello che si è deciso qui. Vista anche l’affluenza elevata, abbiamo dimostrato di tenerci più di altri. Una vera e propria lezione di democraticità», esulta Fausto Gianella, portavoce del fronte del No.

Quel quasi 90% di voti contrari rappresenta un esito netto, indiscutibile. Ma adesso?

qui goro

«Le dimensioni della vittoria del No sono andate oltre l’immaginabile – ammette Gino Soncini, consigliere comunale di minoranza gorese –. Immagino che il messaggio sia arrivato forte e chiaro alla Regione, che ha puntato a dividere il nostro territorio, mettendo in ballo anche la Sacca. In campagna elettorale era venuto anche l’assessore alla pesca, ma il messaggio del Sì non è passato».

Per Soncini il sindaco Viviani «deve fare un esame di coscienza e mettere la carte in tavola: se vuole proseguire, deve spiegarci perché il debito comunale è cresciuto così tanto». Sull’ipotesi di un nuovo contributo volontario da parte dei pescatori frena, «prima di metterci altri soldi, bisognerà approfondire».

qui mesola

A Mesola il Sì ha superato quota 43%, ma il sindaco non è rincuorato di una sconfitta “meno sconfitta” che altrove. «Il popolo è sovrano – dice Gianni Michele Padovani – e rispetteremo la sua decisione, lo abbiamo sempre detto. Non direi che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba: quello sarebbe stato il caso di una fusione allargata anche ad altri Comuni. In certi luoghi è scattato un riflesso identitario, anche se a Bosco Mesola in due sezioni su tre ha vinto il Sì».

Anche qui scatta la domanda: e ora? «Il nostro Comune è virtuoso – dice Padovani –, non c’è emergenza. Certo, si farà più fatica a portare avanti i progetti, specie i lavori pubblici. Per i fondi per le aree interne i tempi stringono? Non direi, le carte sono in regola».

Piuttosto sono i numeri della maggioranza che lo sostiene, svanita in consiglio, a preoccupare il primo cittadino mesolano: «Mi prendo un po’ di tempo per riflettere e convocherò il consiglio quando ci saranno problemi rilevanti. Per il momento vado avanti per risolvere i problemi: in fondo non manca tanto alla scadenza del mio mandato, a maggio...».

Infine, qualche sassolino levato dalle scarpe nei confronti dell’opposizione, «in consiglio – sostiene Padovani – non hanno votato contro la fusione, poi deve essere arrivato un diktat provinciale. Dicevano che il referendum non era politico e ora sostengono che serviva per fare le scarpe a me?». —

Fabio Terminali

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