Ucciso a quindici anni da un’emorragia
I primi accertamenti sullo studente trovato morto in casa: vittima di una grave patologia di natura vascolare
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FERRARA. Non è stata una reazione allergica a provocare la morte improvvisa di Mingyang, il quindicenne di origine cinese, studente dell’Istituto Vergani, morto il 24 novembre scorso nella sua abitazione di via Madama, a Ferrara. L’ipotesi era circolata nelle ore successive al decesso perché il giovane soffriva di intolleranze alimentari. L’autopsia, eseguita nei giorni scorsi, ha smentito questo scenario. A strappare la vita al ragazzino è stato un malore, molto probabilmente un evento acuto a carico del sistema vascolare come potrebbe essere un’emorragia, l’occlusione di un vaso o un ictus.
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Gli esiti di queste patologie possono essere gravemente invalidanti o letali, in genere si presentano negli adulti, spesso sopra i 50 anni. Molto più raramente nei giovani, bambini o adolescenti, e possono essere associati a traumi o malformazioni, anche congenite, cioè presenti fin dalla nascita, che possono rimanere latenti anche per molti anni. Per Mingyang era stata esclusa fin da subito la causa traumatica.
Nessun segno di violenza o comunque legato ad una motivazione esterna è stato rinvenuto sul corpo che potesse fornire una qualche spiegazione, anche temporanea, sui motivi del decesso. Piuttosto una origine interna, un male che forse non ha mai espresso sintomi che potessero indicare un rischio per la salute, in questo caso gravissimo. Il quindicenne si trovava in casa quando è stato colto da malore. Il fratellino aveva avvisato la madre, che gestisce il vicino “Bar Scandiana”, poi l’arrivo dei soccorsi e il tentativo di rianimazione, purtroppo inutile. –
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