Dall’omicidio di Pamela allo spaccio: maxi operazione con arresti in città
Notificate le ordinanze di custodia. Un giovane rintracciato a Ferrara dai carabinieri, altri due erano detenuti all’Arginone
FERRARA. Tre arresti a Ferrara nell’operazione antidroga condotta da procura e carabinieri del Comando provinciale di Macerata, e che vede coinvolte anche tre persone già indagate per la morte di Pamela Mastropietro, la diciottenne uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio scorso.
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Detenuti all’Arginone
Oltre a Innocent Oseghale, già rinviato a giudizio per l’omicidio della ragazza e attualmente detenuto nel carcere di Forlì, a essere destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ci sono anche Lucky Awelima e Desmond Lucky, già indagati e successivamente scagionati dall’accusa di omicidio, ma condannati di recente per spaccio e attualmente detenuti nel carcere di Ferrara. A finire in manette anche un quarto nigeriano, il diciannovenne Happiness Uwagbale, catturato in città dai carabinieri di Ferrara in collaborazione con i colleghi marchigiani, identificato e tradotto a sua volta in carcere.
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Le indagini
L’operazione nasce dallo sviluppo delle indagini sul delitto di Pamela, e hanno portato gli investigatori del Reparto operativo di Macerata e dell’Aliquota operativa di Tolentino di fare luce su un sistema di spaccio che altrimenti sarebbe rimasto sommerso.
Attività di tipo tecnico e tradizionale hanno permesso agli inquirenti di acquisire gravi indizi di colpevolezza per il reato di concorso in spaccio continuato di sostanze stupefacenti, soprattutto eroina, a carico di alcuni cittadini di nazionalità nigeriana, chiedendo e ottenendo dal Tribunale di Macerata le misure cautelari.
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Lunedì dunque nei territori di Macerata, Treia e Ferrara il Comando provinciale marchigiano, hanno dato esecuzione alle misure restrittive notificando quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere ad altrettanti cittadini nigeriani (tra cui Awelima Lucky e Lucky Desmond, già rinchiusi all’Arginone per una condanna per spaccio emessa lo scorso 17 ottobre da parte del Tribunale di Macerata), e due obblighi di dimora.
Rintracciato in città
L’attività investigativa ha permesso di appurare che il rifornimento di eroina avveniva ad Ancona, attraverso alcuni dei complici “ovulatori” che ingerivano appunto ovuli termosaldati di sostanza per poterli trasportare fino a destinazione.
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Il circuito di spaccio inoltre era organizzato a “compartimenti stagni”, reclutando solo cittadini nigeriani domiciliati nella provincia di Macerata, ma senza fissa dimora, e dunque ancora più difficili da rintracciare.
Ne è la riprova proprio l’esempio “ferrarese”, il diciannovenne che è stato appunto rintracciato nella periferia della città e catturato con la collaborazione dei carabinieri del Comando provinciale di Ferrara. —
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