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Futuro delle concessioni pesca «Serve un gestore unico»

Futuro delle concessioni pesca «Serve un gestore unico»

La proposta arriva da due cooperative e da un consigliere regionale di M5s  Conventi (Coalmo): «E l’unico modo per poter avere una garanzia di equità»

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goro. Passato senza strascichi (nel senso che non ci saranno cambiamenti nell’attuale organizzazione dei Comuni di Goro e Mesola) il progetto di fusione, ora a Goro (e anche a Comacchio per una parte più piccola) si può tornare a parlare di concessioni, perché nonostante la proroga al 31 dicembre 2020, tutto sommato scadenza non così lontana nel tempo. Motivo per il quale è necessario preparare il terreno prima, come hanno fatto in modo - diciamo provocatorio - due cooperative del territorio, lanciando una proposta diversa di gestione, che a proposito di terreno, ne ha trovato uno fertile nel consigliere regionale di M5s, Andrea Bertani.

la proposta

Alla vigilia del voto il consigliere regionale pentastellato chiede che la prerogativa di disciplinare e autorizzare il prelievo del novellame nelle tre aree di tutela biologica (ovvero le nursery) diventi statale, non più regionale. Al contempo, Bertani chiede alla Regione di indire un bando per affidare tali zone in concessione ad un soggetto collettivo, «che favorisca l’aggregazione del maggior numero di produttori. La Regione, già carente di legittimazione, se ne disfa a favore di soggetti, quali il Comitato Nursery, privi delle necessarie caratteristiche di rappresentatività e terzietà».

le cooperative

Identica idea quella delle cooperative Coalmo di Goro e La Valle di Comacchio, le quali hanno scritto alla giunta regionale, alla Prefettura ed ai gruppi assembleari della Regione proprio perché venga valutata questa proposta in tema concessioni. «Non siamo d’accordo con l’idea della Regione di non rilasciare le concessioni come oggi - dice l’ex sindaco gorese Rino Conventi della Coalmo -, bensì l’accorparmento in 5-10 concessionarie. Siamo contrari perché si rischia la ghettizzazione. A Venezia, quindi non lontano da noi, c’è un concessionario unico, un soggetto pubblico che gestisce questa materia. Perché se ci sono dei privati a gestire finisce che gli attori diventano anche arbitri non potendo garantire equità. Chiaro, il soggetto pubblico unico va creato, ma siccome i dati di produzione sono noti, si sa che ci sono zone più fortunate di altre e quindi dev’esserci equilibrio nella distribuzione».

la polemica

Coalmo e La Valle criticano anche le parole dell’assessore regionale Simona Caselli, relativamente a principi di equità e trasparenza. «Le abbiamo chiesto un incontro ma lo ha sempre rifiutato. Invece, lo scorso 15 novembre lei e il responsabile regionale del settore pesca, Vittorio Manduca, erano presenti ad un incontro sul tema fusione Comuni in sala consigliare a Goro. Incontro a cui sono state invitate solo alcune cooperative e, visto il tema, non capiamo cosa ci facessero lì la Caselli e Manduca». —

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