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“I giardini della Carla” non avranno più il chiosco

Beatrice Barberini
“I giardini della Carla” non avranno più il chiosco

Intere generazioni sono nate a cresciute sotto gli alberi della poetessa gelataia Ma la burocrazia ha vinto e per la famiglia restano solo i soldi da pagare

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CENTO. Con l’imminente abbattimento dello storico chiosco nel parco delle Rimembranze, se ne andrà un angolo di Cento indissolubilmente legato al ricordo di Carla Sabatina Iberite. Tragicamente scomparsa il 9 agosto 2016 all’età di 74 anni, la donna ha gestito l’attività di bar gelateria per ben 55 anni, tant’è che molti centesi chiamano ancora quel parco “I giardini della Carla”.

chi era

Lei, “la Carla”, la poetessa gelataia, era un’istituzione in città: punto di riferimento per diverse generazioni, sempre sorridente e disponibile con tutti, si è fatta conoscere, amare e apprezzare per le sue grandi doti umane e culturali. Carla Sabatina Iberite era nata e cresciuta tra le mura del Castello della Rocca, i suoi genitori e ancor prima i suoi nonni furono le guardie carcerarie e poi i custodi del Castello. Ha partecipato con le sue poesie a diversi concorsi, ottenendo premi e riconoscimenti in tutta Italia ed anche in Europa, e nel 2007 è stata insignita del Cavalierato di Malta.

il chiosco

Oggi tuttavia, quel chiosco che Carla ha gestito ininterrottamente dal 1961 fino al giorno della sua tragica scomparsa, con tanto amore e dedizione, verrà demolito. E con lui, se ne andrà una pagina importante della storia di Cento. Lunghe e tortuose le vicissitudini che hanno portato all’inevitabile abbattimento, che avverrà proprio in questi giorni. Chiare le motivazioni che hanno spinto i gestori alla scelta definitiva. Una demolizione infatti, che arriva come inevitabile conseguenza di anni in cui le diverse amministrazioni comunali hanno trascurato e dimenticato questo parco pubblico, frequentato da persone che nel tempo hanno allontanato i clienti.

L’intento non era certamente quello di chiudere l’attività, bensì di proseguire rinnovando e ammodernando il chiosco, come proposto dal vecchio piano di riqualificazione, e poi darlo in gestione a terzi. Il progetto con l’amministrazione Lodi c’era ed era scritto nero su bianco.

il parco

Il Comune avrebbe riqualificato e risanato il parco, diventato luogo di bivacco, garantendo vivibilità e sicurezza per la cittadinanza (e spostando anche la statua di Padre Pio), mentre Carla in base alle proposte dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto dare una nuova immagine al suo amato chiosco.

Poi, dopo la scomparsa di Carla, l’ipotesi di vendita. Dal giorno dopo la sua morte, anche se la concessione sarebbe scaduta nel 2020, la famiglia di Carla, la figlia Nadia e il marito Gimmi, non avendo tutti i requisiti per proseguire, hanno chiesto la sospensione per un anno con ulteriore proroga per la cessione dell’attività. Tanti i possibili acquirenti interessati, ma di fronte ad una burocrazia imposta dalle nuove normative e alle scelte della nuova amministrazione comunale, tutti i papabili hanno abbandonato l’idea di acquistare e subentrare a Carla nella gestione del bar gelateria all’aperto.

attività chiusa

Per un anno e sette mesi quindi, attività chiusa, in attesa di svariati incontri in Comune per risolvere la situazione, ma per la famiglia di Carla Iberite solo l’occupazione del suolo pubblico da pagare. Mesi di attesa e di promesse sfumate, insieme alle occasioni di vendita. Domenica un’altra giornata dedicata a Carla, in occasione di “InCanto del Natale. Musica e poesia”, che si terrà alle 16 al Santuario Beata Vergine della Rocca. —

Beatrice Barberini

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