La Nuova Ferrara

Ferrara

«I milioni ci sono, portateci i progetti»

Gi.Ca.

L’annuncio di Bonaccini (Regione) ad Asl, S. Anna e Comuni. E sulle attese nei pronto soccorso: scendere sotto le sei ore

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«Alcuni milioni di euro» per aiutare la provincia estense a superare “handicap” come l’alta mobilità passiva in sanità (36 milioni di euro che ogni anno escono dai confini della provincia) e l’inadeguatezza della rete dei servizi sul territorio. L’annuncio incassato ieri dai vertici della sanità ferrarese inizierà ad essere riempito di contenuti e progetti già nei prossimi giorni, a Bologna, negli incontri programmati tra i tecnici e rappresentanti degli enti locali ferraresi e gli interlocutori dell’assessorato regionale alle Politiche per la Salute.

L’appello pubblico

Il sassolino l’aveva gettato Nicola Rossi, il presidente della Conferenza socio-sanitaria provinciale, compiendo dal palco un ragionamento che, all’osso, suona così: «A Ferrara la scelta di far funzionare il modello dei quattro ospedali (Sant’Anna, Cento, Argenta e Lagosanto) non è stata completata: restano problemi organizzativi e di risorse. Occorre una valutazione della mobilità sanitaria a livello regionale che tenga conto della particolare situazione ferrarese (la fuga dell’utenza verso strutture del vicino Veneto, ndr)».

servizi da accorpare

La risposta è arrivata poco dopo. «A Ferrara - ha replicato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - le risorse non sono mancate in passato ma è giusto fare un passo in più. Esistono segnali di difficoltà che vanno considerati. Dalla quota di bilancio che finanzia gli interventi sui territori una somma che ammonterà a qualche milione di euro verrà riservata a questa provincia». Uno dei piani destinati a finire sul tavolo regionale potrebbe ruotare attorno all’idea, caldeggiata dal sindaco e dall’Asl, di trasferire una buona parte dei servizi sanitari ancora decentrati nella Cittadella della Salute di corso Giovecca.

Nell’anno elettorale che si sta per aprire in Emilia Romagna i conti si fanno con i territori. Bonaccini assicura che la Regione ha risparmiato 470 milioni di euro negli ultimi tre anni centralizzando le gare d’appalto: lì si andranno a pescare una parte delle risorse necessarie per sostenere i progetti.

tempi da tagliare

Uno riguarda la riduzione delle attese nei pronto soccorso. Quello ferrarese è stato preso d’assalto negli ultimi week end. In ospedale vengono stabilmente occupati 20-30 posti letto aggiuntivi, le dimissioni procedono a rilento e si mettono in stand by i ricoveri programmati e quelli previsti per gli interventi chirurgici meno complessi.

«Vogliamo introdurre un tetto di sei ore alle attese massime dei pazienti nei pronto soccorso - ha detto Bonaccini - chi non riuscirà a garantire l’obiettivo sarà sanzionato. Ma i cittadini dovranno capire che il pronto soccorso non può essere usato come un ambulatorio. Confermiamo inoltre il fondo per l’abbattimento delle liste d’attesa».

Nel 2019 il superticket sarà pagato solo da chi ha redditi superiori ai 100mila euro e il ticket di base solo dalle famiglie con meno di due figli. Saranno assunti o stabilizzati altri medici e infermieri (per il 2019 in regione ne sono previsti «oltre mille»), le Case della Salute «saranno raggiunte entro qualche anno dalla fibra ottica, come tutti i comuni della regione». L’autonomia regionale è forse la partita più delicata da giocare «perché consentirà di mantenere in questo territorio una quota importante del reddito che viene prodotto qui».

Gi.Ca.

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