La Nuova Ferrara

Ferrara

l’allarme nei campi 

«L’Inps paga in ritardo le indennità di malattia»

Gian Pietro Zerbini
«L’Inps paga in ritardo le indennità di malattia»

La protesta degli avventizi in agricoltura che ricevono i rimborsi dopo molti mesi Cavallini (Uil): problema reale e complesso, il lavoratore si rivolga ai sindacati

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È proibito ammalarsi in agricoltura. I lavoratori avventizi che malauguratamente sono costretti a rimanere a casa per questione di salute, ricevono purtroppo l’indennità di malattia dall’Inps solo dopo molti mesi.

È un grido d’allarme che arriva dalle campagne ferraresi e in particolari dai lavoratori del Basso Ferrarese, dove la locale sede Inps di Codigoro, mediamente liquida l’assegno di malattia anche dopo sette mesi.

Il problema malattia

«In molti casi - dicono alcuni lavoratori dell’agricoltura - non possiamo permetterci di ammalarci altrimenti non mangiamo. L’Inps ci liquida con molto ritardo l’indennità, ma nel frattempo dobbiamo pagare ugualmente le bollette e se non lo facciamo in tempo vengono a tagliarci i collegamenti o paghiamo gli interessi di mora. Non è giusto e spesso dobbiamo tempestare di chiamate il call center telefonico dell’istituto di previdenza per sapere se è in arrivo il pagamento e dobbiamo inoltrare il sollecito. Tutto questo non è giusto».

Questo perché secondo la legge le aziende agricole non sono tenute ad anticipare l’indennità di malattia al lavoratore, un compito che spetta all’Inps, ma appunto, stando alle proteste arrivate dai lavoratori, l’iter della liquidazione si fa desiderare.

Il problema dei ritardi nella liquidazione dell’indennità di malattia è reale e complesso, come conferma anche il Mirko Cavallini, responsabile sindacale del comparto agricolo della Uil.

«Abbiamo segnalazioni di ritardi - dichiara il sindacalista della Uila - soprattutto nella zona del Basso Ferrarese, soprattutto per quanto riguarda quei lavoratori che sono contrattualmente più deboli».

dopo I tre giorni

«Intanto - prosegue Cavallini - c’è da segnalare che l’indennità scatta solo in caso di malattia che comporta un’assenza superiore ai tre giorni. Poi c’è il discorso del potere contrattuale. È ovvio che l’Inps sia più sensibili alle richieste di sollecito fatte da un patronato e da un sindacato, il nostro ad esempio è l’Ital Uil, con un numero più elevato di persone che chiedono il rimborso, piuttosto che a un singolo lavoratore. Più che insistere a volta in maniera vana con chiamate al call center, è meglio far presente la difficoltà al patronato. L’unione in questi casi fa la forza. Bisognerebbe infatti che l’Inps diminuisse i tempi nella liquidazione degli assegni di malattia in modo da non lasciare in sospeso i lavoratori. Mediamente ogni anno in provincia di Ferrara sono circa mille le richieste di rimborso».

La protesta dei lavoratori è indirizzato proprio ai lunghi tempi d’attesa prima di ricevere il sussidio che spetta per legge.

«Non penso - dichiarava un lavoratore che deve ancora attendere l’indennità per una malattia pregressa - che in altre parti d’Italia ci sia un tempo di attesa così lungo. L’Inps si svegli». —



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