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Ferrara

«Più irregolari spinti a compiere illegalità Ecco l’unica “sicurezza” della legge Salvini»

Tiziano Tagliani
«Più irregolari spinti a compiere illegalità Ecco l’unica “sicurezza” della legge Salvini»

Il sindaco Tiziano Tagliani risponde alla lettera sulla Nuova del ministro: strano federalismo sui migranti, chi spaccia in un locale va arrestato 

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La risposta

A seguito della lettera che il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, domenica ha voluto inviare, tramite la Nuova Ferrara, ai cittadini ferraresi in materia di sicurezza, ecco la risposta del sindaco Tagliani.

Caro Direttore,

ho letto con attenzione la lettera che il Ministro degli Interni Salvini domenica ha voluto inviare, tramite la Nuova Ferrara, ai cittadini di Ferrara. Per la verità di lettere ne ha scritte un “pacco” a tante città italiane cambiando opportunamente i nomi delle vie e dei sindaci di riferimento, ma tutte identiche nella sostanza: la cosa mi ha un po’ deluso, ma ormai il marketing politico ha finezze sempre più difficili digerire.

Rimango nel merito del contenuto declamatorio del grande risultato che il “decreto sicurezza” porterà a Ferrara.

Strano federalismo

In primo luogo si annuncia un nuovo federalismo che farà dei sindaci i partner della sicurezza: sarà, ma a me pare che prima i prefetti non imponessero certo ai sindaci riottosi (anche nella nostra provincia) le accoglienze; ora il decreto 113 recita “sentito il parere dei sindaci” il che significa esattamente che i Prefetti, fatta salva la loro personale sensibilità, potranno infischiarsene del parere negativo. Strano federalismo quello del ministro; del resto tutte le politiche dell’immigrazione sono state da sempre centralizzate nelle strategie e realizzate a spese delle comunità locali, né più né meno di questa nuova stagione del welfare in cui il reddito di cittadinanza (se e quando lo vedremo) non coinvolgerà i comuni ed andrà a beneficio diretto degli elettori bisognosi, ignorando i servizi ed il bagaglio di conoscenze sul territorio che solo a livello locale fanno della politica dei servizi una leva per l’integrazione e non una elemosina di stato. Devo dire che stando così le cose era meglio il federalismo dei vecchi tempi, almeno quello lo si capiva.

In secondo luogo il Ministro ci ricorda che sarà possibile chiudere i locali rumorosi od allontanare i delinquenti dai locali stessi cosa che non mi pare tanto nuova visto che a Ferrara i locali pubblici che sforano più volte regole ed orari vengono chiusi, e se qualcuno vi spaccia o compie atti di violenza ci aspettiamo che venga arrestato e non espulso dal locale: così funziona da anni con ordinanze e con la collaborazione delle forze dell’ordine.

Del resto questo slogan della espulsione che per gli intenditori si chiama “daspo urbano” sembra al Ministro la parola risolutiva, ma io mi chiedo se noi diamo il daspo ad un barbone recidivo da un quartiere ad un altro o ad un questuante molesto da un comune ad un altro, non è che spostiamo il problema e basta? Chi ci garantisce, tanto per fare un esempio, che se domani il collega Merola dispone 100 daspo a Bologna non abbiamo 100 problemi in più a Ferrara?

Ci consoliamo apprendendo dal decreto che due agenti della polizia municipale potranno sperimentare il “teser” , ma al tempo stesso leggiamo che l’accesso alla banca dati del Viminale, cosa che noi sindaci chiediamo da anni, sarà tuttavia a disposizione solo per la verifica delle carte di circolazione e delle patenti come a dire: se l’agente di PM ha di fronte un pericoloso delinquente, mentre lo identifica non può sapere quali sono i suoi precedenti, ma se sta elevando una contravvenzione al porta pizza che ha ammaccato un paraurti può verificare al CED la sua patente.

Il nodo accoglienza

Il decreto poi si impegna a inviare nuovi agenti di polizia: ben vengano! è dai tempi di Maroni che li chiediamo, ma a leggere il decreto non si leggono impegni precisi e staremo quindi a vedere, ancora una volta.

Una cosa importante però è scritta da oggi in avanti ci sarà una stretta sulle accoglienze, si smantellano gli sprar dei comuni e si limitano gli accessi ai CAS, quel sistema che ha richiamato carabinieri solo in occasione di barricate vergognose, ma che a Ferrara ha restituito allo stato – a proposito di lucrare sui migranti– un milione mezzo di euro non speso. Ecco che torna la politica della rimozione: gli ospiti che ci sono dovranno uscire, nessuno ovviamente li rimpatria come in questi mesi si è ampiamente dimostrato, quindi escono dalla porta delle strutture di accoglienza da cui apprendevamo chi erano, quali erano i loro amici o sodali, da dove venivano, se erano violenti o pacifici a tavola e così via; ora dovranno nascondersi, diventeranno totalmente irregolari, a loro chi ci penserà? Ovviamente il problema non è più del ministro dell’Interno ci dovranno pensare, ancora una volta, i sindaci e non solo per rispetto umano o buonismo ideologico, ma per evitare che a quella massa d’indesiderati privi di letto, di cibo e di rispetto venga voglia di procurarseli illegalmente fra le nostre strade e potete scommetterci che sarà così: è l’unica “sicurezza” che garantisce il decreto. —

Tiziano Tagliani

Sindaco di Ferrara

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