Una squadra di scarpari Prendetela a calci
Se dovessi usare il titolo di un film per descrivere la partita di basket che andrà in scena mercoledì sera fra Cento e Montegranaro, il più appropriato sarebbe “Una giornata particolare”. Sì, perché per chi scrive sarà proprio una giornata particolare. Da una parte Montegranaro, sinonimo di Marche, la regione in cui sono nato; dall’altra Cento, la città dove, per motivi di cuore, ho vissuto per tre anni e mezzo della mia vita. Non me ne vogliano i miei conterranei, ma tiferò per Cento.
I motivi di questa mia decisione sono presto detti: Cento mi ha accolto a braccia aperte. Io amo questa città, le sue tradizioni, il suo favoloso carnevale, ma soprattutto la Benedetto XIV. È stata la mia ex compagna Myra Montanari a farmi scoprire questa fantastica squadra, di cui mi sono subito innamorato. Ha gli stessi colori del Bayern Monaco (bianco e rosso) e allora va da se che è scattato l’innamoramento a prima vista. La prima volta che misi piede al Pala Ahrcos ci sedemmo in gradinata, poi, però, decidemmo di scendere nel Parterre Zimmer, nel cuore caldo del tifo, in mezzo agli Old Lions, che, quando fanno sentire il loro ruggito, non ce n’è più per nessuno.
Alessandro Maretti (uno dei leader della tifoseria), mi donò una sciarpa della tifoseria come segno di benvenuto, ma poi ne ho comprate altre, così come ho comprato magliette, felpe e tante altre cose di questa meravigliosa squadra. Poi, ho avuto anche l’onore di commentare le partite casalinghe, coniando una serie di frasi, come “tra qualche minuto sarà palla a due, tra qualche minuto sarà showtime”, che usavo a inizio telecronaca, o ancora “è partito da Piazza Guercino ed è andato a canestro”, per dire che un giocatore aveva fatto un coast-to-coast, oppure “Si è alzato più in alto della statua del Guercino”, per enfatizzare un giocatore che aveva fatto una stoppata.
Se ripenso all’indimenticabile gara 2 dei playoff 2013-2014, quando ebbi l’onore di commentare la vittoria decisiva contro la Fortitudo, ho ancora i brividi. La più bella telecronaca in assoluto che io abbia mai fatto. È stato come se avessi commentato Italia-Germania 4-3 (con tutto il rispetto per Nando Martellini). Tutte le volte che vado in tv, mostro sempre con grande orgoglio la sciarpa degli Old Lions, perché mi sento uno di loro. E per darmi la carica in camerino canto i cori del Settore Zimmer.
Spero davvero di avere il tempo per venire a vedere una partita di Serie A2 della Baltur, godermi lo spettacolo in campo, ma soprattutto intonare i fantastici cori degli Old Lions. —
Gabriele Sbattella
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