Estetista minacciata dal caldaista «Ti spacco il negozio»
Una giovane moldava ha denunciato il fatto alla Polizia «Voglio combattere questo atteggiamento mafioso»
FERRARA. Una giovane moldava, titolare del centro estetico Nirvana in centro a Ferrara, è stata pesantemente minacciata dal manutentore di caldaie all’apice di un litigio per un intervento di riparazione all’impianto.
LA CALDAIA DA RIPARARE
Tutto nasce nel pomeriggio del 30 novembre, quando la donna aveva necessità di sistemare la caldaia del negozio e chiamava un’utenza telefonica per la riparazione che aveva reperito su internet tramite un sito di pagine gialle. Il giorno successivo arriva il tecnico che a detta della donna dopo un controllo sommario diceva che bisognava sostituire la canna fumaria. Alle perplessità sollevate dalla titolare del centro estetico anche dovuta alla richiesta di 5.000 euro per la sostituzione della canna fumaria, la donna ha preso tempo e successivamente era riuscita tramite i consigli di un esperto su youtube a risolvere il problema. Quando si è presentato nuovamente il manutentore, la donna ha detto che aveva già risolto il problema e voleva solamente la ricevuta di 100 euro per le due visite effettuate.
LE MINACCE
«Gli ho quindi detto che doveva farmi la fattura - precisa l’estetista nella ricevuta - e lui mi ha risposto infastidito, tu non sai con chi hai a che fare, io ti spacco il negozio, qui non puoi lavorare più, il carcere l’ho già fatto, io non ho paura di te e di nessuno. Oltre a questo mi ha detto che mi avrebbe spaccato la faccia mettendomi le mani nel viso, facendo anche apprezzamenti volgari sulle moldave in Italia. Durante lo svolgimento dei fatti all’interno del negozio c’erano due clienti e anche la mia dipendente. Una volta che sono rientrata nel negozio ha continuato a telefonarmi, con ripetute minacciarmi per i fatti che si erano svolti. Io chiedevo solo una normale ricevuto e questa è stata la sua reazione scomposta. Ho voluto denunciare questo atteggiamento mafioso, anche se ovviamente non mi sento tranquilla dopo queste minacce, ma era mio dovere farlo». La donna ha allegato anche i video delle minacciose telefonate. —
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