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Gli indagati: «Siamo tranquilli Le nostre carte sono in ordine»

Don Bedin (Viale K): sono convinto che dall’indagine emergerà la correttezza e l’efficacia del modello ferrarese di accoglienza»

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Si dicono certi della correttezza del loro operato, e sicuri di uscire indenni dall’inchiesta di procura e Finanza. Dalle reazioni di alcuni degli indagati non lasciano traspare tranquillità: «Tutto si è svolto in modo sereno e in un clima di collaborazione – è il commento di don Domenico Bedin, presidente di Viale K, al termine della perquisizione della Finanza – Le documentazioni e i dati che sono stati acquisiti sono gli stessi che vengono trasmessi regolarmente all’Asp e alla Prefettura, con la possibilità dunque di essere costantemente sottoposti a controlli, e non abbiamo motivo di temere per eventuali irregolarità. Penso che da questa indagine risulterà che il sistema di accoglienza ferrarese è corretto ed efficace».

La cooperativa Camelot da parte sua ha inviato una nota in cui dichiara che «la cooperativa ha fornito la massima collaborazione mettendo a disposizione da subito tutta la documentazione richiesta, ritenendo corretto e doveroso che vi sia un costante monitoraggio di tutte le attività in cui vengono impiegati finanziamenti pubblici».

Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessore comunale alla Sanità, Servizi alla Persona e Politiche familiari Chiara Sapigni: «Ben vengano i controlli della Guardia di Finanza nelle strutture che accolgono migranti – scrive – Preme sottolineare inoltre che nei mesi scorsi la commissione della Prefettura che ispeziona periodicamente i Centri di Accoglienza èstata implementata con rappresentanti dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Asl, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza che hanno via via valutato struttura per struttura ed hanno segnalato alcuni marginali adeguamenti da porre in essere riguardanti per lo più aspetti relativi alle condizioni di utilizzo dei locali».

L’assessore ricorda anche che «tutti i documenti contabili sono sempre stati portati al vaglio della Prefettura di Ferrara che ad oggi non ha rilevato discrepanze in ordine all’utilizzo dei fondi in rapporto ai fini per cui sono stati erogati: sono costanti le verifiche e gli scambi di documentazione per tenere aggiornata la situazione delle presenze delle persone ospitate e della attività di cui sono beneficiarie».

Questa ulteriore verifica - conclude - può offrire l’opportunità di dimostrare la correttezza dell’attività dei gestori e del coordinamento svolto da Asp che ha portato, in tre anni, alla restituzione di 1 milione e 500mila euro alla Prefettura di Ferrara per fondi non utilizzati. Abbiamo fiducia negli inquirenti così che il sistema più volte citato come modello possa dimostrare ai detrattori la propria efficacia e correttezza». —

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