Il dubbio del Pm: presenze gonfiate per i fondi dell’accoglienza
Inchiesta della Finanza sui gestori dell’emergenza profughi Perquisizioni in sedici società e onlus partner di Asp Ferrara
Passeranno al setaccio i “presenziari”, ovvero i registri che giorno dopo giorno i migranti accolti dalle strutture ferraresi firmano per attestare la loro effettiva presenza e far scattare così il dovuto compenso a chi li ospita.
I settanta Finanzieri del Comando provinciale di Ferrara che ieri mattina hanno svolto perquisizioni e acquisito la documentazione di sedici società e associazioni onlus ferraresi, dovranno verificare che non siano stati commessi abusi sulla rendicontazione dei servizi erogati ai migranti, non impiegando le risorse per gli scopi previsti, o gonfiando le presenze effettive, dato che è proprio il numero di ospiti accolti a determinare l’importo dei contributi pubblici destinati all’accoglienza, pari a 27 euro e mezzo al giorno a persona.
Il dubbio, o meglio la necessità di fugare ogni sospetto su una gestione non corretta dell’accoglienza con conseguente danno alle casse pubbliche, nasce da un precedente, scaturito da un’indagine penale a carico di Thomas Kuma Atongni, 47 anni, e di Nathalie Beatrice Djoum, 43 anni, entrambi cittadini camerunensi e rispettivamente presidente e vicepresidente della cooperativa Vivere Qui, con sede legale in via Lollio. Segnalazioni su sospette anomalie nella gestione dei fondi destinati all’accoglienza avevano indotto le Fiamme Gialle a eseguire controlli sulle operazioni contabili della cooperativa di via Lollio, e le indagini avevano confermato le irregolarità, evidenziando peraltro che i migranti vivevano in condizioni tutt’altro che dignitose, nonostante fossero arrivati fondi adeguati.
Le anomalie
L’attenzione degli inquirenti si era concentrata sul presenziario, ovvero il registro che attesta l’effettiva presenza dei richiedenti presso le strutture, e che i singoli gestori devono trasmettere mensilmente all’Asp (a cui a sua volta la Prefettura ha delegato l’amministrazione dell’accoglienza) per la fatturazione delle spese.
Gli accertamenti di procura e Finanza hanno dimostrato che non si trattava di anomalie fisiologiche, ma di qualcosa di più grave e “patologico”, al punto da rendere necessario estendere le verifiche ad altre sedici strutture attive nel settore dell’accoglienza. Le indagini a carico della coop Vivere Qui, ha infatti concluso la Guardia di Finanza, «hanno messo in evidenza la fragilità della gestione economico-finanziaria del sistema d’accoglienza affidato prevalentemente a soggetti formalmente costituitisi in cooperative onlus», e come tali soggette a un regime fiscale agevolato.
Il blitz
Controlli e prudenza quanto mai doverosi, aggiungono gli inquirenti, considerato che «il costo per l’ospitalità nella sola provincia di Ferrara sfiora i 20 milioni l’euro l’anno».
Nello specifico, quasi 14 milioni negli ultimi tre trimestri del 2017 e 5.600mila euro fino all’aprile del 2018. Da qui l’indagine, con le ipotesi di reato di falso e truffa allo Stato, coordinata dal pubblico ministero Andrea Maggioni, sfociata ieri mattina nelle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza a carico di 16 gestori che complessivamente, al 3 ottobre scorso, risultavano avere incarico gran parte (831 su un totale di 910) dei richiedenti accolti nel territorio. Gli avvisi di garanzia notificati agli interessati hanno consentito agli inquirenti di svolgere gli atti necessari.
La documentazione acquisita, e in particolare i registri delle presenze, sarà passata al setaccio alla ricerca di eventuali anomalie, che potranno essere riscontrate attraverso il controllo della veridicità delle firme, oppure con verifiche incrociate sull’effettiva presenza dei migranti ospiti, escludendo - ad esempio - che nei giorni il cui è stata attestata la sua effettiva permanenza in una struttura non si trovasse altrove, ad esempio in ospedale.
Gli avvisi di garanzia permetteranno anche la nomina di un difensore da parte degli indagati, che comunque in molti casi si dichiarano sereni e fiduciosi sull’esito degli accertamenti. —
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