Ecco Bernabei: non sono il candidato del Pd, ascolto tutti
Il colonnello della Finanza si definisce civico puro e mette al primo posto la sicurezza: bisogna riappropriarsi di certe zone della città
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FERRARA. "Non chiamatemi più colonnello, ma solo Fulvio Bernabei: voglio tenere ben separato il mio lavoro a Roma, per fortuna lontano, dall'impegno per la città". L'ex comandante della Finanza di Ferrara ha messo in chiaro questo concetto durante la presentazione della sua candidatura alle elezioni 2019, questa mattina in un ufficio in centro sede di un'associazione che si occupa di sociale e co-working. Bernabei si è presentato in borghese, da solo, "anche se c'è un gruppo di persone assieme a me, che per ora preferiscono non comparire". Ha chiarito di non essere "il candidato del Pd", basando il suo impegno civico "sui valori ancora prima dei programmi", ma ha dato l'idea della sua collocazione nel quadro politico quando ha detto "ci sono marginalità con le quali sarà difficile trovarsi". L'unica citazione diretta è per "i ragazzi della Ferrara che vogliamo, puliti, freschi e portatori di energie positive": è una lista civica in embrione con alcuni protagonisti della vita culturale e professionale della città, che guarda a sinistra.
Il nome di Bernabei era spuntato fuori quest'estate, apparentemente dal nulla, ma in realtà lui stesso ha chiarito di aver cominciare a parlare in città della sua disponibilità all'impegno a partire da maggio-giugno, e di aver "parlato con tutti coloro che erano interessati ad ascoltarmi, anche con il Pd certo. Con la Lega? Non mi ha cercato nessuno di loro". Le parole d'ordine più citate nella conferenza stampa di presentazione sono state ascolto, partecipazione, persone e non popolo. "Personalmente ho avuto solo posti in piedi nella vita, mai avuto aiuti e per questo dico basta con favoritismi e raccomandazioni. Mi definisco impolitico e il mio cuore sta con gli ultimi" ha detto di se.
Del programma ha elencato solo alcuni punti, il primo dei quali è la sicurezza: "Abito in Gad con due figli giovani, so cosa vuol dire uscire a certe ore e vedere cerci sguardi rapaci e presenze minacciose. Per questo è necessario riappropriarsi di certe zone della città, lottando senza sosta contro lo spaccio con gli strumenti della legge - ha declamato - Ma i problemi vanno risolti, non enfatizzati". Altri titolo sono sviluppo sostenibile, rafforzamento della vocazione turistica della città ("brutte certe scritte sui muri"), lavoro giovane, periferie, Unife, immigrazione da gestire ("accogliere è un dovere ma poi c'è anche la responsabilità, da parte di tutti"). Per il passato avrebbe voluto sentire "una voce più forte quando la banca cittadina perdeva i pezzi, il commercio veniva sbranato e i gestori di servizi pubblici guardavano con sufficienza agli utenti".
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