Frequenze sonore e oli per ridare vigore agli anziani ammalati
Alla casa protetta Sant’Antonio di Migliaro lanciato un nuovo progetto «Gli ospiti stanno migliorando sul piano fisico e mentale e sono felici»
la storia
Davide Bonesi
Un progetto che unisce tre diverse forme di terapia per ottenere un risultato: migliorare la vita degli anziani affetti da patologie, in primis l’Alzheimer. Si chiama “L’armonia dei sensi” e propone la fisioterapia tradizionale associata a musicoterapia e olfattoterapia. Il luogo dove è partita questa singolare sperimentazione è la casa protetta Sant’Antonio di Migliaro, l’ideatore il coordinatore sanitario Luca Felletti, con il supporto della fisioterapista Daniela Farinelli e l’approvazione del medico della struttura.
il progetto
In pratica, gli anziani ospitati nella struttura mentre effettuano le sedute abituali di fisoterapia vengono immersi in un ambiente dove si mescolano odori e suoni molto particolari. Ideato ad ottobre e partito lo scorso mese di novembre, in poco più di un mese ha già dato risultati lusinghieri, anche se per tracciare un bilancio definitivo l’ideatore attende di avere una finestra temporale più ampia per le considerazioni.
«Mediamente vengono coinvolte 15 persone - spiega Felletti -, per due sedute settimanali di fisioterapia di due ore e mezza. Siamo impegnati io, la fisioterapista e un infermiere della struttura. Nell’ambiente vanno gli aromi di oli essenziali con specifiche qualità e determinate frequenze sonore. Il benessere negli ospiti della casa protetta è apparsi subito e in modo evidente, non solo in termini di reattività fisica, ma anche in “presenza” mentale.
le tappe
Felletti ha incontrato i parenti degli ospiti della struttura, spiegando il progetto che aveva intenzione di proporre e presentando i primi dati nella festa di Natale di sabato 15. «Approvato dal medico - aggiunge - e permesso dalla proprietà della casa protetta. I familiari sono stati d’accordo, d’altronde l’obiettivo è di vedere nel tempo quali benefici traggono le persone. Finora le risposte sono ottime, i miglioramenti sono fisici e nell’approccio cognitivo. Misuriamo i parametri vitali prima della terapia e alla fine, sottoposti allo stress fisico, alcuni di questi parametri sono addirittura migliori di prima della fisioterapia, cosa mai accaduta prima».
l’obiettivo
«Questo per me è uno studio pilota, per arrivare a fare bilanci bisogna provare il progetto almeno 3 mesi. Di certo proveremo a misurare questi parametri tornando alla fisioterapia tradizionale, per vedere cosa succede in assenza del progetto. Intanto, è già bello vedere gli ospiti felici di fare la terapia, è un qualcosa in più nella loro vita e non stiamo utilizzando medicinali. In fondo, per realizzare non servono attrezzature particolari, bensì solo oli anallergici, che presentiamo in modo dettagliato, e frequenze sonore che rimbalzano nell’ambiente, ad esempio quella di Mozart a 453 hertz o un singolo suono ripetuto. Le persone, tutte, oggi sono rallentate ed è un rallentamento progressivo a causa della minore mobilità: questo è un possibile rimedio, da accertare scientificamente ma i primi dati sono confortanti», dice Felletti. —
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