La Nuova Ferrara

Ferrara

san biagio 

Treni, orari e fermate saltate La protesta corre sui binari

G. C.
Treni, orari e fermate saltate La protesta corre sui binari

I cittadini hanno risposto all’appello del sindaco  Ieri mattina il sit-in nell’area della stazione «Tuteliamo i pendolari» 

2 MINUTI DI LETTURA





SAN BIAGIO. Così tante auto parcheggiate vicino alla stazione ferroviaria di San Biagio, non si erano mai viste. E non erano cittadini pronti per salire sul treno ma persone (una cinquantina) che non hanno voluto mancate al sit-in di protesta organizzato dal sindaco Antonio Fiorentini contro l’ente ferroviario.

Con tutti i toni dell’ufficialità (erano presenti per ordine pubblico anche due agenti della Polfer, ma nessuno si è steso sulle rotaie anche se l’intenzione c’era tutta), il primo cittadino ha ripercorso la travagliata vicenda degli orari ferroviari che appaiono e scompaiono, di rassicurazioni verbali che nulla verrà cambiato, ma senza conferme scritte. E se ci sono rassicurazioni che certi treni rimarranno, restano ancora troppi dubbi sull’atteggiamento dell’ente che gestisce la tratta Ravenna-Ferrara.

In particolare su due treni: quello che parte da Ferrara alle 13 circa e l’altro in partenza da Ravenna alle 18 circa. «Sono treni che interessano i pendolari – ha detto Fiorentini –, quindi si colpiscono i più deboli. Oggi ci sono persone che arrivano a San Biagio con la bici e l’auto per prendere il treno: chi per andare al lavoro e chi a scuola, ma non sanno se potranno tornare a casa in treno: è inaccettabile. E pensare che il futuro, e per questo s’investe danaro pubblico, è su rotaia e non su gomma».

Ironia della sorte, proprio in quel momento, l’altoparlante della stazione annunciava che «è vietato aprire le porte prima che il treno si fermi».

«Se passano i treni», ha ironizzato il sindaco. E prima di sciogliere il sit-in, ha aggiunto: «Se entro una settimana non avremo certezze, ci organizzeremo con una raccolta di firme da Ferrara fino a Ravenna. Ora chiederò in modo ufficiale di essere personalmente al tavolo con le ferroviere per andare a decidere sull’intera questione».

Uno dei commenti che riassume il disagio e la preoccupazione è di uno studente: «Ho il diritto di andare a scuola? Bene, allora non è giusto che lo Stato, in questo caso l’ente ferroviario mi impedisca di farlo, visto che non posso permettermi altra soluzione se non il treno».

G. C.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google