Una serata a S. Spirito nel ricordo di Grosoli
Un ferrarese “intraprendente”, non c’è migliore definizione per il nostro concittadino e “servo di Dio” Giovanni Grosoli. Si andrà proprio a riscoprire questo personaggio tanto sfaccettato questa sera con un incontro in programma alle 20. 45 al cinema di Santo Spirito, in Via Resistenza. La presenza dell’arcivescovo Gian Carlo Perego andrà ad arricchire il contributo socioculturale, religioso e storico proposto da un gruppo di studio sorto nella parrocchia proprio con l’intento di far conoscere o riscoprire Giovanni Grosoli nella sua figura di laico intraprendente, oggi tornata di attualità dopo che l’Arcivescovo Perego ne ha richiamato l’esperienza nell’ultima lettera pastorale.
Nato a Carpi nel 1859, Giovanni Grosoli è ferrarese d’adozione, perché segue undicenne il trasferimento nella città estense dei genitori: Giuseppe Grosoli, divenuto cattolico dopo un percorso di vita partito nell’ebraismo, e Livia Pironi, originaria di Bondeno.
La residenza della famiglia è posta nel 1870 in via Genio n. 30, ma la casa famosa di Grosoli in Ferrara sarà per tutti il palazzo di via Montebello nn. 31-33, dove egli vivrà dal 1890 al 1929, facendone il quartier generale di quella grande avventura cristiana che è stata la sua vita. Da qui è diventato senza dubbio nel primo quarto del XX secolo uno dei ferraresi più in vista ed influenti in Italia. Giovane pieno di energia, egli cresce nell’associazionismo cattolico (Conferenze di san Vincenzo) e svolge sul territorio un’opera caritativa considerevole. In un’epoca in cui massoneria e socialismo hanno un certo predominio sociale, si sforza di dare ai giovani cattolici spazi e modi per vivere apertamente la loro identità.
Gli ultimi anni d ella sua vita li ha trascorsi in povertà ad Assisi nella terra di San Francesco. —
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