Commozione ai funerali dell’artigiano travolto «Ha insegnato tanto»
ARGENTA. «Ciò che ci ha insegnato è ancora qui e ci aiuta a dire chi è stato Ermanno: la morte non porta via il ricordo».
È un passo dell’omelia che don Fulvio Bresciani, parroco di Argenta ha tenuto durante il rito funebre per Ermanno Panato. Per il pensionato di 83 anni, deceduto in un tragico incidente stradale avvenuto la scorsa settimana su quel maledetto rettilineo della statale Adriatica che attraversa Argenta. Ermanno Panato, ex carrozziere argentano, era in sella su una mountain bike quando, per cause al vaglio della Polstrada di Argenta, è stato investito da una Golf condotta da una 46enne di Argenta. L’impatto violentissimo non gli ha dato scampo: Panato è morto sul colpo.
Ieri mattina, in duomo, si è tenuto il funerale presenti i figli Davide e Antonella oltre alla nuora ed altri parenti e amici che non sono voluti mancare all’estremo saluto di questa brava persona.
Stringersi con affetto e stima attorno ai familiari per ricordare un uomo rimasto vedovo da circa 14 mesi e che a fatica stava superando la mancanza della moglie. Per questo motivo occupava il suo tempo andando spesso a trovare i dipendenti della vicina azienda Idrosart, non solo per le solite due chiacchiere ma anche per una parola di conforto.
Così pure era solito andare a trovare i suoi due nipoti figli di Davide proprio come aveva fatto qualche istante prima di essere investito e ucciso su questa arteria stradale, una strada che ha mietuto fin troppi vittime.
Nell’omelia, don Fulvio ha ricordato che «tutto ciò che nasce poi muore. E ogni volta, purtroppo, la morte ci coglie di sorpresa e resta una tragedia perché siamo legati alla vita. Ricordiamoci che la carne muore ma lo spirito no».
Al termine della funzione funebre e prima che il carro funebre con le spoglie di Ermanno Panato si dirigesse a Molinella, nel bolognese per la cremazione, la gente presente ha esternato ai familiari tutta la propria vicinanza. —
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