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Emendamenti pro-azzerati Più soldi, prezzo al ribasso

Stefano Ciervo
Emendamenti pro-azzerati Più soldi, prezzo al ribasso

Notte di trattative tra Lega e M5s, in gioco arbitro Consob e valore delle azioni Il fondo risarcimenti dovrebbe lievitare l’anno prossimo a quota 2,5 miliardi

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A poche ore dalla scadenza del termine per gli emendamenti alla legge di Bilancio al Senato, presumibilmente l’ultima chance di cambiare qualcosa nella manovra 2019, comincia a diradarsi la nebbia che circonda i rimborsi ai risparmiatori delle banche, a partire da Carife. A mettere qualche punto fermo sono stati da una parte gli annunci pubblici del sottosegretario Alessio Villarosa (M5s) e dall’altra le indiscrezioni di fonte leghista sulla trattativa in corso tra le due anime del governo.

La buona notizia per i risparmiatori è che la dotazione del fondo ristoro dovrebbe lievitare nel corso del 2019 fino a 2,5 miliardi, e che gli 1,5 miliardi già a disposizione consentiranno di coprire oltre il 30% garantito nominalmente. Quella meno buona è che la mediazione dell’arbitro Consob difficilmente potrà essere tolta di mezzo, anche se qualcosa cambierà rispetto al testo licenziato alla Camera. Anche il prezzo di 41 euro ad azione chiesto dai ferraresi quasi certamente sarà abbandonato.

certezze e auspici

Villarosa, intervistato da Class Cnbc, ha messo qualche punto fermo e lasciato aperti diversi interrogativi. Gli obbligazionisti, già risarciti all’80%, «otterranno il 95% perché devono essere più tutelati». Gli azionisti, invece, troveranno ancora scritto 30% «gli 1,5 miliardi a disposizione ce ne danno certezza, ma secondo le nostre stime su chi effettivamente presenterà domanda riusciremo ad arrivare al 40-45%», sempre in tre anni. Ma già dall’anno prossimo, appunto, affluiranno altri soldi dal fondo conti bancari dormienti, circa 1 miliardo di euro secondo stime parlamentari. «Sarà cambiato di molto il testo sull’arbitro Consob, stiamo lavorando per evitare che ci sia un controllo» le parole di Villarosa sul punto più controverso; la Lega preme però per evitare il rimborso automatico, con incorporata la procedura d’infrazione Ue. Chi ha accettato la transazione delle due banche venete al 15%, poi, potrà richiedere e ottenere l’altro 15%.

A quando i risarcimenti? «Marzo 2019» ha concluso il sottosegretario.

scrittura notturna

La maratona per la riscrittura dell’art. 38 è andata avanti tutta notte e da parte leghista si tendeva a blindare le modifiche dalla parte della Commissione Ue. Quindi, appunto, no al prezzo di rimborso a 41 euro (e l’analoga mossa dei veneti?) che presterebbe il fianco all’accusa di manovre speculative, e attenzione a non depotenziare del tutto il filtro dell’arbitrato Consob, che i ferraresi temono per i tagli attivati nei pronunciamenti dei mesi scorsi alla base rimborsabile dei risparmiatori, anche quando si dava ragione a questi ultimi. Va in cantina la legge Baretta, l’unica finora a citare esplicitamente le quattro banche risolte.

Stefano Ciervo

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