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Stanze, palestra e ristorante: ecco la "casa" dei malati neurologici

Paolo Negri
Stanze, palestra e ristorante: ecco la "casa" dei malati neurologici

Ferrara, i lavori all'hospice Ado termineranno entro fine gennaio: 8 milioni di euro senza contributi pubblici 

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FERRARA. Tenere il passo di Daniela Furiani, presidente della fondazione Ado Onlus, è dura. Ti fermi un attimo per prendere appunti, ti volti e l’hai già persa. Lei è avanti, in un’altra sala, mentre - forte di un’energia positiva che ha pochi eguali - continua a spaziare su mille fronti: parla con gli operai, controlla, si confronta con l’architetto Grazzi, ti illustra l’andamento delle opere.



Siamo alla “Casa del sollievo” (residenza sanitaria per pazienti con gravi patologie neurologiche), ormai prossima all’apertura. Quella che pareva utopia, è diventata realtà. Lavori iniziati nel 2016 e adesso in dirittura d’arrivo: il termine è previsto entro la fine di gennaio, almeno per l’essenziale della struttura perchè poi mancherà il teatro ma questo in un certo senso è il meno. Se tale progetto grandioso è giunto a compimento lo si deve proprio alla determinazione, alla perseveranza - alla capacità di rendere concreto un sogno - di Daniela Furiani. E più la seguiamo in questa sorta di visita guidata alla struttura, più va agitandosi un cocktail di sentimenti. Si resta sbalorditi, increduli, ammirati davanti ad un’iniziativa e ad un’opera dal più che rilevante impatto sociale. Talmente enorme e meritorio che non si capisce come non vi sia stato e non vi sia alcun contributo pubblico di rilievo, né di sponsor se così li si può definire. La spesa, finora, è stata di 8 milioni (abbondanti). Una somma che la presidente Furiani ha raccolto, nel tempo, accendendo un mutuo da 5 milioni, contando sull’attività dell’Ado (ad esempio i mercatini) e potendo fare affidamento sulle donazioni dei privati, dei cittadini. Che, se vogliamo, in un certo senso hanno compiuto un investimento pensando anche a se stessi oltre che alla collettività (sperando ovviamente che la ricerca ci conduca ad un futuro privo di malattie incurabili), contribuendo in maniera concreta alla realizzazione di una struttura di evidente utilità pubblica.


Siamo in via Chailly, angolo Beethoven e Kramer. Primissima periferia cittadina, la circonvallazione lì di lato. Un’area molto vasta (14.398 mq, 6.000 quelli su cui si è edificato) su cui una volta sorgevano una casa colonica ed un fienile. L’Ado ha ottenuto il terreno in comodato d’uso dal Comune, per 50 anni, convenzione rinnovabile. L’affitto, simbolico, è sui 1.200 euro all’anno. Quando l’inaugurazione? «Per me anche domani - risponde Daniela Furiani - ma c’è tutto l’iter burocratico da seguire con Comune e Ausl».

Quanto al personale che verrà impegnato, anche questo dato al momento è un’incognita: «Dipenderà da cosa ci dirà l’Ausl, da quanti posti letto avremo in convenzione. Penso che al proposito ci sarà un incontro all’inizio dell’anno nuovo», rimarca la Furiani. Che poi aggiunge: «Non so se porteremo per intero qui l’attività dell’hospice “Casa della solidarietà” (in via Veneziani; ndr) e, eventualmente, a cosa verrebbe destinata quella struttura, o se resterà affiancata a questa come è sempre stato ed è nelle intenzioni».


Di certo c’è che la “Casa del sollievo” tra piano terra e primo piano ha 20 stanze singole (tutte con vista su giardini privati) per il paziente, con posto letto per un familiare che può vivere col proprio caro; 4 mini appartamenti per anziani soli che decidano di risiedere nella struttura; ambulatori, spogliatoi, servizi sanitari, 2 cucine, la chiesa (in via di arredamento), il magazzino, la palestra, uffici, sale riunioni. Ed il bar-pizzeria-ristorante. Che, come il teatro di prossima edificazione (ci sono già i progetti esecutivi; 500 posti di capienza) sarà fruibile da parte di tutti i cittadini.

«Chi vorrà venire qui a pranzo o a cena - dice Daniela Furiani - mangerà bene, spenderà poco e contribuirà alla causa».

L’assistenza offerta dall’Ado ai pazienti è infatti totalmente gratuita, quindi donazioni e contributi sono fondamentali per rendere possibili i vari servizi. Ecco, non sarebbe male - crediamo - se davanti alla portata di tale attività si registrasse una sempre maggiore e diffusa sensibilità. —

Paolo Negri

 

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