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Ex Cercom, Fabbri duro dopo le urla in assemblea

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COMACCHIO. Mostrando la foto del murale realizzato nel 2010 dallo street artist bolognese Blu, per ricordare la storia mai raccontata degli operai che durante il regime nazista realizzarono il porto austriaco sul Danubio, il sindaco Marco Fabbri ha risposto a coloro che, mercoledì sera, hanno interferito, con urla, durante il tentativo, rimasto tale, di esporre il progetto di riqualificazione dell’ex stabilimento Cercom.

«Non ascoltare gli altri e/o censurarli – osserva Fabbri – con un atteggiamento di costante intimidazione è il metodo violento che viene utilizzato dai prepotenti, che cercano di zittire gli altri».

Con la massima discrezione che la situazione imponeva, i carabinieri erano presenti a palazzo Bellini durante l’assemblea pubblica, dove ad avere la meglio sono state le grida, costringendo la ditta Sacmi ed il Comune ad interrompere la presentazione prima ancora di cominciarla.

Sempre da parte dell’Arma sono in corso accertamenti su scritte apparse nei giorni scorsi in alcune zone del territorio, compresa quella rinvenuta sulla cancellata d’ingresso dell’ex impianto di Porto Garibaldi.

Intanto, si ricompatta il “Comitato no fabbrica delle polveri a Comacchio” il quale ha organizzato, a sua volta, un’assemblea pubblica per domani alle 17.30 a palazzo Bellini. «Si cercherà di fare chiarezza fornendo tutti gli elementi necessari per capire quanto sta accadendo – dice il comitato –, a partire dal consiglio comunale di maggio che ha dato il via all’iter progettuale. Saranno presentate le perizie di esperti e medici sull’impatto ambientale e sulle conseguenze sulla salute umana, causati dalla messa in funzione dell’impianto». Sarà presente Edoardo Bai, epidemiologo e medico del lavoro. —

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