I pescatori chiamati a salvare le casse del Comune autonomo
Dopo la valanga di “No” alla fusione, sarà alzato il contributo volontario delle coop Lunedì assemblea: c’è accordo sul fatto che i 15 euro mensili a socio non bastino
GORO. Tiene ancora banco a Goro il risultato del referendum sulla fusione con Mesola. Un “No” al 90% che pone le strutture economiche davanti a delle scelte: le casse del Comune rimangono vuote. Da qui la convocazione (lunedì alle 21 nella sede comunale) della commissione per il contributo volontario della pesca, in vigore dal settembre del 2017. Vi aderiscono le cooperative Adriatica, Apollo, Allevatori Vongola, Clams, CoPeGo, Del Mare, Gorino, Goro & Bosco, La Vela, La Verace, La Vongola, Pesca, Pescatori del Delta, RoMaMar, Rosa dei Venti, S. Antonio, San Marco, San Pietro, Venus, Sol Levante; e, da poco, anche La Sacca e La Bussola.
parlano i dirigenti
È ormai consapevolezza diffusa che i 15 euro mensili per ogni socio non siano assolutamente sufficienti a tenere in piedi quello che unanimemente o quasi è stato definito “il nostro Comune”. È quanto si evince anche dalle parole di alcuni presidenti delle cooperative che operano nella Sacca.
«Credo che il risultato del referendum – dice Massimo Genari, presidente del CoPeGo, 573 soci – abbia dato maggior consapevolezza dell’importanza di intervenire a sostegno del Comune: certamente i 15 euro non possono essere la soluzione, è necessario intervenire da subito con un aumento sostanziale, e magari trovare una forma perché il contributo diventi strutturale, e che tutti contribuiscano».
Mauro Finotello (Rosa dei Venti, 80 soci: «Effettivamente il contributo che versiamo è insufficiente, visto che la decisione di rimanere Comune di Goro è stata presa quasi all’unanimità dobbiamo anche assumerci le nostre responsabilità, ma credo che questo avvenga senza particolari problemi».
Francesco Ballarini (Adriatica di Gorino, che con i suoi 106 soci è la più importante della frazione): «Siamo sicuramente disponibili a rivedere il contributo volontario perché obiettivamente i 15 euro non dicono molto. Non sono in grado di dire di quanto si può aumentare: ci confronteremo con le altre cooperative e con i nostri soci. Sarebbe importante, visto che il Comune è di tutti, che tutti contribuissero».
Alessandro Turola (Pescatori del Delta, 30 soci): «A questo punto credo ci siano poche strade, affrontiamo il problema di petto, ci dicano quanti soldi servono al Comune per le strade, le scuole, e i servizi in genere, autotassiamoci per la cifra necessaria e che la storia sia finita li, non mi sembra difficile».
il resto non pagante
Le cooperative che aderiscono al contributo volontario rappresentano circa 1.160 soci sui 1.400 complessivi. Probabilmente nelle prossime settimane saranno convocate anche queste realtà, le quali momentaneamente sono fuori dal contributo. —
Odino Passarella
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