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La Bibbia di Borso e le sale riprogettate Il nuovo corso della Pinacoteca

Gian Pietro Zerbini
La Bibbia di Borso e le sale riprogettate Il nuovo corso della Pinacoteca

Da oggi si potrà ammirare il rinnovato percorso espositivo Sinergia Ferrara–Modena per il rilancio nel segno di Belfiore

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Le Muse e una preziosa Bibbia per ricominciare. Oltre a un nuovo percorso espositivo che mette più ordine ai tesori di cinque secoli di storia dell’arte ferrarese. Dopo anni di lavori in corso, la Pinacoteca nazionale di Palazzo Diamanti ieri ha inaugurato la sua nuova veste per il pubblico con una rassegna di grande fascino e valore storico che rinsalda i legami tra Ferrara e Modena sotto l’egida delle Gallerie Estensi.

Sinergie parallele

Sia il sindaco Tiziano Tagliani che la direttrice delle Gallerie Estensi, Martina Bagnoli, hanno evidenziato in sede di presentazione l’importanza strategica della sinergia artistica tra Ferrara e Modena, definendola una scommessa vinta. Tra le due città e tra Comune e Pinacoteca ora è c’è anche piena sintonia tanto che è stato lanciato definitivamente il biglietto unico nella nuova formula che consente di visitare sia la mostra di Ferrara Arte che visitare il percorso in Pinacoteca nazionale con relative esposizioni a un prezzo inferiore rispetto all’acquisto di biglietti per ingressi separati.

Dieci sale rinnovate

Dopo l’intervento nelle sale dell’ala rossettiana che ha portato alla riapertura nell’ottobre del 2016 al termine di interventi post sisma, ora la Pinacoteca riapre il resto delle sale. Come ha spiegato la direttrice Bagnoli, il percorso inizia con una sala dedicata al collezionismo ottocentesco in particolare quello della famiglia Vandeghini Baldi di cui la Pinacoteca è erede. Segue poi un vero percorso cronologico che inizia con la pittura del Trecento e prosegue nei secoli fino alle soglie dell’Ottocento. Sale rinnovate con il rifacimento dell’impianto di climatizzazione, con controlli di parametri termoclimatici, nuove le luci e la disposizione delle opere in un percorso più omogeneo e con targhette descrittive.

Lo studiolo di Belfiore

Nelle stanze con la pittura dell’Officina Ferrarese è stata ricavata una saletta dedicata allo studiolo di Belfiore, ambiente realizzato da Leonello d’Este a metà del Quattrocento come luogo di meditazione e interessi culturali. È la mostra curata da Marcello Toffanello dal titolo “Cantieri Paralleli”. Oltre a una selezione di monete e medaglie provenienti dalla Galleria Estense, campeggia la famosa Bibbia di Borso d’Este (1455-1462) proveniente sempre da Modena con alle pareti una tavola raffigurante la Musa Polimnia, opera prestata dalla Gemäldegalerie di Berlino, che insieme alle muse Erato e Urania, già facenti parte del patrimonio artistico custodito dalla Pinacoteca, formano una parte delle decorazioni pittoriche che campeggiavano nello studiolo. Lo studiolo di Belfiore può essere visionato anche tramite elaborazioni multimediali e digital Stytelling installati grazie alla collaborazione tra la Pinacoteca nazionale di Ferrara e Il FrameLab del dipartimento dei beni culturali dell’università di Bologna. Si ha la possibilità così di conoscere una delle delizie estensi progettate nel Quattrocento e di cui non è rimasta nessuna traccia. A cura dell’Accademia del Belle Arti di Bologna sono stati installati dei video e dei supporti didattici per conoscere le varie tecniche pittoriche.

Iniziative collaterali

Approfittando dell’esposizione dello studiolo di Belfiore con Bibbia e Muse, in programma fino al prossimo 22 aprile, sono state organizzate dalla direzione della Pinacoteca una serie di iniziative collaterali con conferenze, concerti e video in collaborazione con Bal’danza, Ferrariae Decus e Biblioteca Ariostea e altre associazioni. —



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