Tentato omicidio, arrestato a Marsiglia l'ultimo aggressore
In manette dopo l'agguato in via Olimpia Morata a colpi di machete
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FERRARA. Con il settimo arresto, avvenuto a Marsiglia nei giorni scorsi, si chiude definitivamente il cerchio attorno ai responsabili del tentato omicidio a colpi di machete avvenuto in via Olimpia Morata il 30 luglio scorso. A finire in manette, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ferrara, Henry Threeman Aherobor, nigeriano di 27 anni, che aveva trovato rifugio presso alcuni suoi connazionali nella città francese. Così come in Francia, ma a Rouen, era stato arrestato il 13 novembre scorso Emanuel Emaku, detto Shube, di 26 anni. Insieme agli altri cinque nigeriani catturati a Ferrara nelle settimane seguenti la brutale aggressione, devono rispondere di tentato omicidio aggravato in concorso ai danni di Stephen Oboh, 26 anni, colpito alla testa con due machete per fargli pagare la collaborazione prestata alla polizia nell’individuare i responsabili di un’altra aggressione sfociata nell’ambito delle lotte tra bande rivali. Ma non si esclude che all’origine del regolamento di conti ci fosse anche una partita di droga non pagata.
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Dei sette arrestati, solo Shube (già portato in carcere a Bologna) potrà essere espulso perché anche il suo ricorso contro il diniego alla richiesta di status di rifugiato è stato respinto. Tutti gli altri hanno ancora ricorsi pendenti o avevano ottenuto in precedenza la protezione sussidiaria. Ora per Arebor, l’ultimo arrestato, è attesa l’estradizione. A carico dei setti in questi mesi le indagini della polizia di Stato hanno accolto schiaccianti elementi di prova attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze e riconoscimenti degli aggressori tramite incidente probatorio. A individuare con certezza gli autori del tentato omicidio sono stati la stessa vittima, il fratello e Lawrence Sunday, il connazionale che accorse in suo aiuto e venne a sua volta aggredito.
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