Campione di canoa di 23 anni muore dopo una lunga malattia
Federico Travasoni non ce l’ha fatta: «Ha lottato come un leone, una tragedia». Il ragazzo lavorava al Self. Il paese in lutto annulla spettacoli e manifestazioni
FISCAGLIA. Federico Travasoni aveva 23 anni, il sorriso stampato sul volto e la voglia di vincere contro il male con cui conviveva da qualche tempo. Ha lottato come un leone, Federico, cercando in tutti i modi di fermare la malattia ma alla fine si è dovuto arrendere ed è morto giovedì dopo tanta sofferenza.
Chi era
Federico Travasoni abitava a Massa Fiscaglia. Suo padre Daniele è assistente di Polizia provinciale mentre suo fratello Nicolò abita e lavora a Londra. La mamma di Federico, Catia, è morta nell’agosto del 2017, stroncata da un malore fulminante. Il ragazzo ha frequentato l’istituto Vergani a Ferrara e dopo ha lavorato alla pasticceria La Bussola. Ultimamente era stato assunto al Self e si impegnava tantissimo, nonostante le difficoltà legate alla malattia.
La sua è stata una vita difficile, come può esserla quello di un ragazzo giovanissimo che si trova faccia a faccia con un male che troppe volte non lascia scampo e come se non bastasse la vita gli ha tolto la persona che più ha amato, la sua mamma, diventata ormai la sua ombra e il suo punto di forza assieme al resto della sua famiglia.
Le reazioni
Dopo aver combattuto come un leone ci ha lasciato a 23 anni”. Ad annunciarlo il padre e il fratello e la notizia ha gettato tutto il paese di Massa Fiscaglia, ma anche Comacchio e i Lidi nello sconforto. Le manifestazioni previste per oggi e domani, dal teatro dei burattini alla festa organizzata alla Loggia sono state annullate.
«Non ci sono parole – dice il sindaco Sabina Mucchi – Federico era troppo giovane e aveva tutto il dritto di vivere la sua vita. Una famiglia distrutta dalle perdite più grandi che possano capitare e noi non possiamo fare altro che stare vicino al papà Daniele e al fratello Nicolò. Le condoglianze a nome di tutta la comunità, per quanto possa servire noi ci siamo».
Un ragazzo che era abituato a lottare, da sempre: «Era riuscito a diplomarsi – ricorda Giorgia Minzoni, la sua istruttrice di canoa – aveva anche trovato un lavoro al Self, poi la ricaduta. Era molto sarcastico nei confronti della malattia, quella foto messa sul profilo Facebook con il berretto di babbo Natale e la mascherina sulla faccia un po’ ne dà la misura».
Lei è stata la prima istruttrice di canoa per Federico Travasoni, quel ragazzo che aveva portato dai primi rudimenti fino alla conquista del titolo italiano di paracanoa. «Ha iniziato a fare canoa con me. Aveva già subìto un intervento al cervello da giovanissimo, aveva un tumore, e l’operazione gli aveva lasciato qualche conseguenza. Era venuto al Canoa Club e nel 2014 aveva vinto il titolo italiano: non me la dimenticherò mai quella foto di lui e sua mamma...». —
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