Gli scarti delle vongole per la medicina e l’edilizia
I progetti del tecnopolo Unife a sostegno delle aziende di acquacoltura Contributi europei per un’app che monitora i parametri dei banchi di molluschi
Materiali per la bioedilizia dagli scarti delle vongole, applicazioni in campo biomedicale, sistemi informatizzati per tenere sotto controllo i parametri dei banchi di molluschi anche da cellulare. Nascono nel tecnopolo Unife i progetti e le migliori soluzioni tecnologiche per migliorare la produttività e la sostenibilità delle attività di pesca e di acquacoltura del territorio ferrarese. Sono sviluppati all’interno del “Terra&Acqua Tech”, gruppo multidisciplinare che include competenze di chimica analitica, chimica ambientale, ecologia, chimica degli alimenti e biologia sviluppate.
acquacoltura
«Ci stiamo concentrando nella sostenibilità delle attività di pesca e acquacoltura del nostro territorio attraverso una serie di azioni congiunte atte a sviluppare un sistema integrato (università, imprenditori della pesca) per migliorare la qualità dell’ambiente, aumentare la produttività e il benessere animale e soprattutto a mitigare i danni, anche se non di nostra competenza, indotti da cambiamenti climatici in un’ottica di economia green», spiega Luisa Pasti, responsabile scientifica di Terra&Acqua Tech.
Alberto Cavazzini, docente presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Ferrara è referente per il progetto europeo SmartAgriHubs, finalizzato al sostegno del settore agricolo e dell’allevamento ittico. «Stiamo approfondendo la realizzazione di applicazioni per smartphone per il controllo e la gestione automatizzata di tutti i parametri operativi di impianti di acquacoltura (livello di ossigeno nell’acqua, salinità, temperatura) basati su sonde e sensori meteorologici – dice – Questo esperimento di innovazione consentirà di distribuire alle Aziende partner circa duecentomila euro di contributi europei».
Alla voce partner ci sono Nordi, Bellini e Naturedulis per il settore pesca; la fondazione San Giuseppe Cfp Cesta, Impresa Verde (Coldiretti) a cui si aggiunge uno spin-off dell’Università di Parma Dnaphone. Il progetto è sviluppato in collaborazione con l’Agenzia regionale Aster.
scarti delle vongole
Altro progetto che sta interessando gli addetti al settore pesca anche sopra le nostre aspettative, continua la responsabile Pasti, è lo sviluppo di sistemi per la gestione del capulerio (lo scarto delle vongole) e il suo riutilizzo. Si stanno studiando metodi e tecnologie per ottenere materiali da impiegarsi nei settori della mangimistica, della cosmetica e nutraceutica partendo proprio dagli scarti o rifiuti della pesca, compresi i rigetti e dell’acquacoltura.
Ad esempio il capulerio può essere materia prima in bioedilizia e in applicazioni biomedicali. Ma non solo. Sono state sviluppate tecnologie basate sull’impiego di materiale di scarto (conchiglie) in grado di migliorare lo stato qualitativo dei sedimenti e quella che viene definita la resilienza ai fenomeni indotti dai cambiamenti climatici (anossia e acidificazione delle acque). Un progetto quest’ultimo sviluppato in collaborazione con l’Istituto Delta Ecologia Applicata e con la partecipazione dei Comuni d Goro e Comacchio e di Copego, Consorzio Trepponti, Op Vongola Goro. –
Lauro Casoni
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