La guerra nei Balcani e il monito agli studenti
Uno spaccato di storia che si conosce poco, tanto recente da non trovare spazio nei programmi scolastici. Un conflitto cruento che ancora oggi conosce strascichi importanti. La guerra in Bosnia Erzegovina e, più in generale, le guerre che hanno sconvolto i Balcani negli anni Novanta sono state al centro dell'incontro, che si è tenuto ieri nelle sale dell'Ente Fiera, fra i numerosi studenti di diversi istituti cittadini, e i testimoni che hanno vissuto in prima persona quel dramma. «Gli effetti delle guerre restano per tanto tempo – ha ricordato il console generale della Bosnia Erzegovina, Goran Grbesic –. Oggi c’è tanta povertà».
Concorde la scrittrice bosniaca Azra Nuhefendic, che ha messo gli studenti in guardia dalle guerre: «Chi crede che i conflitti capitino altrove, sbaglia. Ho vissuto in un Paese in cui i cambiamenti si sono presentati da un giorno all'altro».
Un invito è stato poi rivolto agli studenti dalla cantante lirica Diana Grgich: «È necessario essere empatici. Se tutti lo fossimo, le vecchie fiamme del fascismo non avrebbero spazio». E al suo appello si è unita la giornalista Vesna Scepanovic, che dal '93 vive in Italia: «Voglio lottare contro pregiudizi e stereotipi e voglio farlo attraverso la cultura, per vincere il razzismo che vedo ormai pure nel mio nuovo Paese». —
Giovanna Corrieri
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