La Nuova Ferrara

Ferrara

La domenica

Buone notizie dai Diamanti e dal mercato

di LUCA TRAINI
Visitatori alla Pinacoteca nazionale di Palazzo Diamanti davanti alla mostra sullo studiolo di Belfiore
Visitatori alla Pinacoteca nazionale di Palazzo Diamanti davanti alla mostra sullo studiolo di Belfiore

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sull'accordo per il biglietto unico per visitare la Pinacoteca nazionale e le mostre delle Gallerie civiche e sui soldi in arrivo per rifare la struttura commerciale al coperto di Santo Stefano

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FERRARA. Una ferita rimarginata e una per cui si prospetta un serio percorso di guarigione. Due buone notizie per Ferrara, in rapida sequenza, su questioni sollevate in questo colonnino: fa ancor più piacere raccontarle.
Ai Diamanti da separati in casa, avevo titolato in occasione del riallestimento dell’ala cinquecentesca della Pinacoteca nazionale, con l’imponente polittico Costabili di nuovo visibile dopo il terremoto; calcavo la mano sulla cortina di silenzio e gelosie che separava lo spazio espositivo del piano terra e lo scrigno di tesori permanente in cima alla scalinata, lo Stato e il Comune. Neppure un cartello ad avvisare le migliaia di visitatori della mostra sull’Orlando Furioso che sopra le loro teste avrebbero potuto vedere capolavori dell’Officina ferrarese che lo stesso Ludovico Ariosto ammirava. Nemmeno un cartello, quando sarebbe stata doverosa una forte sinergia, con promozione unitaria e biglietto cumulativo.


Da un’inaugurazione all’altra, si respira uno spirito diverso. La definitiva sistemazione del piano nobile, impreziosita dai prestiti della bibbia di Borso d’Este e della musa Polimnia della Galleria dei dipinti di Berlino in mostra da venerdì, segna l’avvio di un nuovo corso, di dialogo e relazioni. La biglietteria ha lasciato la postazione arroccata, ha sceso la scalinata ed è scesa a patti – quasi una metafora. La Pinacoteca è rientrata nel circuito della MyFe card e un biglietto unico invita a visitare entrambi i piani. Finalmente.


Oggi scriviamo anche di un’altra interessante prospettiva, riguarda il mercato coperto di Ferrara, da troppo tempo ridotto ai minimi termini. C’è un’azienda ligure che si dice decisa ad investirvi 2,7 milioni, con la scommessa che torni ad essere crocevia di incontri e di affari e la convinzione che il centro cittadino possa dar frutti. Staremo a vedere.
Buona domenica.

Luca Traini

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