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I reperti hanno trovato casa Gli archeologi rivolti al futuro

Alessandro Bassi
I reperti hanno trovato casa Gli archeologi rivolti al futuro

Soddisfazione per i tecnici e gli amministratori: concluso un percorso difficile La saletta inaugurata al centro sociale ospita i reperti ritrovati sul territorio

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RO. Inaugurato ieri pomeriggio, nel complesso del Centro sociale “Il Mulino”, il deposito dei reperti raccolti nelle campagne di scavi sul territorio. Si tratta di un deposito ufficiale, curato dal Gaf (Gruppo archeologi ferraresi), in diretta corrispondenza con la Soprintendenza.

l’inaugurazione

Sala piena, una cinquantina di persone, dagli archeologi volontari di Ro o comunque del Gruppo ferrarese ai colleghi veneti alle autorità locali ed esponenti del mondo culturale locale. Prima del taglio del nastro, una breve ma interessante introduzione. Sono intervenuti l’ispettore onorario della Soprintendenza, Liviano Palmonari, la direttrice del Gaf, Letizia Bassi, il sindaco di Ro, Antonio Giannini, e la responsabile archeologica per la Soprintendenza, Chiara Guarnieri.

Per tutti gli intervenuti, il fatto di aver realizzato un deposito ufficiale è evento importantissimo, specie in un momento in cui la tendenza è quella di accentrare queste strutture. Riuscire ad ottenere l’autorizzazione ha comportato un lavoro lungo e non facile va considerato un grandissimo risultato, ma non può essere considerato un traguardo raggiunto.

gli archeologi

Anche se è il risultato di un lungo lavoro di crescita, grazie agli archeologi incaricati (Flavia Amato e Marco Bruni) e di perfezionamento dell’opera ormai decennale di ricerca e catalogazione, questo risultato va considerato un punto di partenza, per consentire ancora meglio, per esempio ai ragazzi delle scuole, di entrare in relazione con la storia, con i reperti, anche con la metodologia di ricerca ed archiviazione dei reperti.

Non solo, si tratterà, eventualmente, di invitare i ragazzi a visitare gli scavi, ma anche di avere un punto di contatto e riferimento per consentire loro di vedere veramente da vicino. Allo stesso tempo, si vuole impegnare l’amministrazione, dopo anni di collaborazione fruttuosa, a mantenere in piedi il dialogo anche con l’Unione ed il Comune nascente.

il progetto

In effetti, un deposito dovrebbe essere solo un deposito, ma l’intenzione del Gaf è proprio quella di utilizzare i reperti per far crescere l’attività dei volontari archeologi, ma anche di far crescere la didattica, la cultura, il rapporto con i privati. In una parola, il deposito è certamente un grande risultato, ma si vuole utilizzare la struttura per crescere in futuro.

La saletta al centro Il Mulino non è enorme, ma raccoglie agevolmente i reperti recuperati fino ad ora, con anche le ricostruzioni di manufatti e vetrine e l’esposizione di reperti interessanti. —

Alessandro Bassi

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