Paesi senza banca: le prime proteste dopo i grossi tagli delle filiali di Bper
Da marzo 11 sportelli in meno e l’utenza si guarda intorno I sindacati sono pronti al confronto con la dirigenza
FERRARA. La cura dimagrante adottata dalla dirigenza del Gruppo Bper, con la decisione di tagliare dal prossimo 22 marzo 11 sportelli nella direzione territoriale di Ferrara, ha creato le prime ripercussioni e non sono mancate le proteste per un provvedimento che toglie in alcuni paesi del Ferrarese il servizio bancario. È stato deciso un 20% in meno di sportelli di Bper, dopo che l’acquisizione di Carife aveva comportante una ancora più consistente riduzione.
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Tagli e alternative. La scure dei tagli in questa ulteriore tornata colpirà ad inizio primavera anche quattro sportelli della città. L’agenzia 7 di via Porta Romana cesserà l’attività e la clientela la erediterà l’agenzia 6 di via Donatori di Sangue. In pratica i clienti dovranno attraversare tutta via Baluardi per poi raggiungere il retro di Porta Paola. Più agevole il taglio per i clienti dell’agenzia 8 di via delle Barriere, la banca chiude e il conto viene trasferito in viale Cavour all’agenzia 3, solo un centinaio di metri più a est. Un po’ più lungo è il trasferimento che seguirà dopo la chiusura dell’agenzia 9 di corso Isonzo sempre all’agenzia 3 di viale Cavour. Decisamente più complesso il passaggio per i i clienti dell’agenzia 13 di via Comacchio che viene chiusa con i conti trasferiti all’agenzia 10 in corso Porta Mare e qui sono già arrivati i primi malumori. Decisamente più complicato il taglio effettuato con la chiusure di sportelli Bper in provincia.
Il taglio ad Ariano Ferrarese comporta il trasferimento dei conti nella filiale di Mezzogoro e qui si sono già raccolte le prime proteste, perché adesso le banche più vicine al paese non sono di Bper ma di Mps e Intesa e si trovano entrambe dall’altra parte del ponte ad Ariano Polesine. Rimarrà senza banca anche Ambrogio con il trasferimento dei conti a Jolanda per un chilometro più vicina rispetto a Copparo.
I clienti di Scortichino dovranno anche loro fare i conti con la chiusura della banca dal paese e con il trasferimento a Bondeno. In paese c’è molta delusione e amarezza e per tutti si fa portavoce l’industriale Nicola Barbieri. «Siamo molti delusi - dice - anche perché avevano avute garanzie al momento del passaggio da Carife a Bper. Vien voglia di chiudere, è come se ci avessero tagliato una gamba».
Anche a San Biagio d’Argenta vengono a perdere la banca con il trasferimento dei conti alla filiale di Argenta, I clienti in questo caso sono più vicini anche a Lavezzola dove operano altre banche. Più indolore le chiusure invece di Mirabello e Cento. Nel primo caso il trasferimento a Vigarano è di pochi chilometri e in paese comunque c’è uno sportello CariCento; nella città del Guercino c’è una riduzione degli sportelli con la filiale Cento 1 che viene inglobata da quello di Cento. La mossa di Bper, finalizzata a razionalizzare i costi anche in presenza di un sempre maggiore utilizzo della clientela dell’home banking ha trovato le prime proteste e già in alcuni centri come Migliaro, sacrificato con la chiusura e clientela spostata a Migliarino, si sta già pensando ad azioni pubbliche di protesta per scongiurare una chiusura che sembra già decisa e programmata.
Confronto sindacale. È iniziato anche il confronto sindacale tra la dirigenza e i rappresentanti dei lavoratori anche in vista del prossimo trasferimenti dei dipendenti che lavorano nelle filiali che verranno tagliate. Veratelli (Fabi) confida nei buoni rapporti con la direzione del gruppo per salvaguardare occupazione ed evitare trasferimenti traumatici. —
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