Tante lacrime e un applauso per ricordare “il pasticciere”
Chiesa gremita e commozione ai funerali del campione di canoa morto a 23 anni «L’eroe sei tu. Dove altri si sarebbero arresi, sei andato avanti come un leone»
massa fiscaglia. Voci rotte dal pianto, un lungo applauso e tante lacrime hanno tributato ieri pomeriggio l’ultimo saluto a Federico Travasoni, il 23enne di Massa Fiscaglia, campione di canoa, strappato venerdì all’affetto dei cari e dei tantissimi amici, a seguito di una grava malattia.
la cerimonia
I raggi del sole si sono insinuati con forza sul sagrato della chiesa di Massa Fiscaglia, affollatissimo di giovani, ma anche di compaesani che si sono stretti al dolore del giovane padre Daniele e del fratello di Federico, Nicolò, di qualche anno più grande. Un breve, struggente ricordo degli amici all’interno della chiesa, seguito dalle condoglianze di don Guido, ha preso il posto della cerimonia funebre, che non ha avuto luogo per scelta della famiglia.
«Ti immaginavo già a strappare la bottiglia per l’inaugurazione della tua pasticceria – così ha detto nel suo elogio funebre l’amica d’infanzia Valentina – e invece eccomi qua a cercare il modo migliore possibile per dirti addio. Hai dimostrato di avere tutto, fuorché paura».
gli amici
Nonostante la ricaduta di una malattia diagnosticata a soli 4 anni, Federico aveva completato il percorso di studi all’istituto alberghiero Orio Vergani di Ferrara, coltivando, al pari del fratello maggiore, la passione per la cucina e in particolar modo per i dolci ed amava stupire gli amici cucinando per loro, come in tanti hanno ricordato. «L’eroe sei tu – ha detto poi durante l’orazione funebre un altro caro amico, Alex – dove altri si sarebbero arresi tu sei andato avanti, dove altri si sarebbero sentiti giustificati per qualsiasi cosa o comportamento autodistruttivo, tu ti sei dato delle regole e delle priorità. Il vuoto che ci hai lasciato nella vita quotidiana è incolmabile e sicuramente a vederci così ti saresti volentieri lasciato scappare un paio di insulti. Fede, gli amici che ti hanno accompagnato camminando, ti accompagneranno camminando anche mentre voli. Questa è una promessa».
la commozione
La bara è poi avanzata all’esterno della chiesa, tra due ali di folla, in mezzo alla quale si sono mescolati insegnanti delle scuole elementari e medie, colleghi del papà Daniele, tantissimi amici, compaesani, l’ex-sindaco Giancarlo Malacarne ed altri esponenti politici, che avevano condiviso con il nonno, ma anche con il padre di Federico un periodo di vita politica locale, anche tra i banchi del consiglio comunale. «Anche se debilitato dalla malattia – ha ricordato un’amica – Fede ci ha tenuto all’oscuro della gravità delle sue condizioni per non farci allarmare. Per noi c’era sempre, non voleva farci soffrire. Ha lottato come un leone». –
Katia Romagnoli
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