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Unife fa il pieno di matricole Nell’agenda 2019 i grandi lavori

Gi.Ca.
Unife fa il pieno di matricole Nell’agenda 2019 i grandi lavori

Il 20 dicembre la cerimonia di inaugurazione del 628° anno accademico Il rettore punta ai grandi numeri e sfida i colleghi sull’accesso libero a Medicina

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Una scorpacciata di matricole mai vista a Ferrara che si trascina dietro i problemi di una crescita impetuosa delle iscrizioni e il via al cantiere pluriennale per la ristrutturazione dei quattro palazzi storici di via Savonarola, ex rettorato compreso. Il 20 dicembre, a Palazzo Trotti Mosti, sede del Dipartimento di Giurisprudenza, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del 628° anno accademico di Unife e quei due temi assorbiranno con ogni probabilità una buona parte della relazione del rettore, Giorgio Zauli. Che sta combattendo da tempo una battaglia, avversata da molti colleghi, per rivedere il criterio del numero programmato a Medicina.

Piccoli e grandi atenei

Nel 2018 Unife ha compiuto un altro passo in avanti per entrare (e rimanere) nella categoria degli atenei di media dimensione, quelli con un numero di iscritti compresi fra le 20mila e le 40mila unità.

Una soglia che non è stata consolidata nel 2017-2018, nonostante la cancellazione dei test d’ingresso a Biologia, Biotecnologie ed Economia e un superafflusso di matricole. Il risultato dovrebbe essere conseguito quest’anno grazie a un esercito di prime iscrizioni e preiscrizioni di oltre 9mila unità. «Sarebbe un errore tornare indietro per navigare in acque più tranquille - aveva detto Zauli nel discorso pronunciato un anno fa - Viviamo di fondi ministeriali pubblici e di tasse degli studenti. Se il nostro ateneo vuol rimanere generalista non può permettersi di non essere attrattivo nei confronti degli studenti».

L’arrivo di oltre 3mila matricole in più aveva creato problemi di tipo logistico (case in affitto esaurite) e didattico (il rapporto con i docenti). Nel 2018 si è deciso quindi di portare a 540 il tetto di studenti ammesso a Biologia e di lasciare libero l’accesso a Biotecnologie e ad Economia.

Overbooking e lavori

Per Biotecnologie sono stati presi in locazione da Ferrara Fiere un paio di padiglioni per un costo di 210mila euro l’anno. Il successo del corso porterà una nuova matricola nella Scuola di Medicina: sarà infatti istituito il corso di Biotecnologie mediche.

Medicina, quest’anno, ha ulteriormente accresciuto la sua capacità attrattiva e Zauli ha deciso di puntare sull’abolizione del numero chiuso. A livello nazionale è conosciuto come uno dei supporter più convinti di questa opzione e sembra che al governo abbia trovato qualche orecchio attento ad approfondire questa linea, invisa a molti colleghi che paventano un intasamento degli atenei. Poche settimane fa è stato aperto lo studentato dell’ex PalaSpecchi, un altro potrebbe nascere n ell’area ex Enel di via Putinati, ipotesi che si è fatta largo negli ultimi giorni.

Il secondo “nodo” da sciogliere è quello dell’edilizia universitaria. Dopo anni di attesa il 2019 potrebbe essere l’anno giusto per far partire il cantiere che metterà mano al recupero post-terremoto, con un investimento di 44 milioni di euro, di Palazzo Renata di Francia (ex rettorato), Palazzo Strozzi, Palazzo Tassoni Mirogli (Lettere) e Palazzo Gulinelli.

Nel limbo sono rimasti finora il modulo del secondo triennio di Medicina, a Cona, da anni in frigorifero, e il progetto delle aule, sale studio e laboratori didattici da realizzare nell’area ex Sant’Anna confinante con via Fossato di Mortara, terreno al centro di uno scambio, un anno, fa con l’azienda ospedaliera.

Gi.Ca.

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