La Nuova Ferrara

Ferrara

la sommossa in carcere  

Diciotto agenti in malattia, cancellate le ferie ai colleghi

Marcello Pulidori
Diciotto agenti in malattia, cancellate le ferie ai colleghi

Il carcere deve far fronte all’ondata di assenze per l’intossicazione da fumo. L’incendio appiccato da due detenuti a cui era stato negato di cambiare cella 

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FERRARA. Una giornata da dimenticare, quella di domenica scorsa, per il carcere ferrarese dell’Arginone. La rivolta messa in atto inizialmente da due detenuti magrebini con l’incendio dei materassi, e poi allargatasi all’intera sezione 3 del penitenziario, ha creato nella struttura detentiva una tensione molto alta.

TROVATO IL MOVENTE
Sono state nel frattempo accertate le cause della rivolta, che sarebbe da ricondurre alla protesta dei due magrebini ai quali sarebbe stato risposto con un diniego alla richiesta di cambiare cella. Protesta che si è poi estesa a tutte la sezione 3 e che ora inevitabilmente appesantirà il carico di lavoro di alcuni agenti della Polizia penitenziaria in servizio i quali, a fronte delle diciotto defezioni dovute all’intossicazione di questi colleghi, si vedranno con ogni probabilità cancellati riposi e ferie, per di più in un periodo dell’anno tradizionalmente atteso come le festività natalizie. Per quanto riguarda le intossicazioni, le prognosi vanno dai 3 ai 15 giorni, mentre si segnala un agente che ha subito una lesione al timpano dovuta allo scoppio di una bomboletta di gas. E proprio su queste bombolette infiammabili (utilizzate dai detenuti per alimentare i fornelletti da cucina) e sulle lamette con cui i magrebini si sono praticati tagli alle braccia e con le quali hanno minacciato gli agenti è ora polemica.

Sul fronte del personale di polizia, invece, in casi del genere non sono previste sostituzioni bensì il ricorso alla cancellazione di ferie e riposi.

PROTESTA DEI SINDACATI
Solo in casi di estrema gravità viene interessato il dipartimento regionale e, per via gerarchica, il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) del ministero della giustizia. I primi a protestare sono stati i sindacati degli agenti penitenziari: «La gestione quotidiana di questo carcere - dice Giovanni Battista Durante, segretario generale del Sappe - è arrivata ad un punto di estrema approssimazione. Non ci sono nemmeno le mascherine contro il fumo», ha rincarato Durante. E sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizza il collega del Sinappe, Fabio Randazzo: «Siamo alla emergenza totale - tuona il segretario regionale del Sinappe - , peraltro al danno si aggiunge la beffa, perché il periodo è quello in cui si intensificano le visite ai detenuti da parte dei familiari. Si sono rischiate vite umane».

Nella sezione numero 3 ci sono 22 celle, con 2 detenuti per ogni cella. Ora i detenuti della sezione 3 sono stati distribuiti in altre sezioni, dove potrebbero non essere “graditi”. Insomma, a problema si aggiunge problema, in un contesto già di per sé particolarmente delicato.

Secondo i sindacati è in corso una indagine interna, ma nessuna conferma né smentita arriva dai responsabili del carcere, la comandante della Polizia penitenziaria e il direttore.

OGGI CON SALVINI
Lo stesso Randazzo, infine, ha annunciato che oggi a Sorbolo, in provincia di Parma, ha in programma un incontro col vicepremier Matteo Salvini al quale riferirà tutto quanto accaduto domenica scorsa all’interno del carcere di Ferrara. —


 

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