Dimissioni difficili, nuovi casi «Quelle rette troppo costose»
L’associazione “Sanità Oggi Ferrara” sta seguendo la situazione di due famiglie In rsa fino a 2.500 euro al mese. La figlia di un paziente: non ce la facciamo
La comunicazione delle imminenti dimissioni dalla Casa di cura venerdì scorso con il quasi immediato trasferimento del paziente, una persona non autosufficiente di 93 anni residente in città, in rsa. Uno spostamento programmato per ieri e poi rinviato probabilmente ad oggi.
«È stata una giornata terribile - racconta la figlia dell’anziano alla “Nuova Ferrara” - il ricovero in questa rsa costa subito 1.500 euro a titolo di cauzione e dal giorno dell’ingresso del paziente poco più di 50 euro al giorno per i primi 20 giorni. Poi si passa alla tariffa superiore». Che fa salire il costo dell’assistenza fino a circa 2.500 euro al mese.
Un sistema carente
L’associazione “Sanità Oggi Ferrara” sta seguendo questo caso e un altro simile proprio in questi giorni. Il problema è sempre lo stesso: la relativa scarsità dei posti letto pubblici di lungodegenza e per pazienti cronici sul territorio dopo la riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale. «Ho consegnato alla Casa di cura un telegramma in cui faccio presenti le difficoltà che abbiamo a sostenere quei costi. La pensione di mio padre riesce a coprire solo una parte della retta - spiega la donna - Lui non può neanche essere seguito dai familiari a casa ma la struttura sanitaria ci ha risposto che non può più essere tenuto in Casa di cura».
La situazione delle famiglie è complicata dal taglio del contributo pubblico che per il primo mese di ricovero fuori dalla struttura sanitaria consentiva di azzerare i costi permettendo nel frattempo ai congiunti di trovare una soluzione sostenibile senza oneri. Il contributo è stato erogato per un anno per decisione dei comitati di distretto socio-sanitari che hanno convogliato su questa voce una quota di fondi residui. Una volta esauriti, l’intervento è stato sospeso in attesa dell’assegnazione definitiva delle risorse.
contributo sospeso
«Lo Stato non ha ancora fatto le assegnazioni per la non autosufficienza del 2018 - spiegava ieri l’assessore Chiara Sapigni - La Regione sì, ma in queste condizioni non è ancora possibile conoscere con certezza qual è l’entità dei fondi a disposizione per il 2019».
Il Comune, aggiunge l’assessore, attraverso l’Asp destina ogni anno oltre un milione di euro per il sostegno delle rette degli anziani nelle rsa o nei centri diurni. Per il 2019 è previsto un ripristino del fondo che azzera per il primo mese la retta per l’rsa, ma introducendo al contrario di quanto avvenuto fino allo scorso ottobre, un criterio di reddito per l’ammissione. Resta attivo il canale del contributo per l’abbassamento della rata mensile del ricovero, di cui una quota - in base al reddito familiare - resta a carico delle famiglie e una parte può essere sostenuta dal Comune in base a specifici requisiti. —
Gi.Ca.
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