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L’ex Bbs torna in funzione Due start up innovative porteranno posti di lavoro

D.B.
L’ex Bbs torna in funzione Due start up innovative porteranno posti di lavoro

Dal 2019 si insedierà la Lp, azienda con sede nel Biellese Avviate collaborazioni con enti, Camera di Commercio e Unife Giovedì la presentazione

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RUINA. Fino a poco più di una decina di anni fa occupava 420 dipendenti fissi, numero che saliva circa a 500 con gli interinali. Poi la crisi, i cambi di proprietà e di nome e nel gennaio 2013 la cessazione dell’attività per quella che stata Bbs prima, Bbs Riva poi e Igs nell’ultimo periodo. Fu una delle pagine più buie nel mondo del lavoro ferrarese, con intere famiglie che si ritrovarono da un giorno all’altro senza lavoro e con poche vere alternative in zona.

qualcosa si muove

In questi ultimi tempi i più attenti avranno notato dei movimenti nello stabilimento abbandonato di Ruina. Ma si è trattato di interventi interni, quindi dall’esterno non si scorgono novità. Eppure ci sono, perché dal prossimo anno nell’enorme area (stabilimento oltre 36.000 metri quadrati e altri 20.000 di terreno agricolo intorno) si insedieranno due start up che daranno lavoro ad alcune decine di dipendenti, con l’obiettivo di ulteriori assunzioni negli anni successivi.

Parlare di numeri oggi è presto, sicuramente si saprà qualcosa di più giovedì mattina, quando nella sala consiliare del Comune di Ro avverrà la presentazione ufficiale di questo progetto.

chi arriva

Entrambe le start up sono legate alla Lp Energy di Ponderano (in provincia di Biella, produce lampade a led e fari industriali e commerciali). Si chiameranno rispettivamente NanoProject (si occuperà di nanotecnologie) e Novanatur Benefit (tecnologie aeroponiche, per sviluppare piante senza terreno).

Entro il 2019 scadeva la procedura di assegnazione, con il serio rischio di ritrovarsi con l’ennesima cattedrale nel deserto in provincia. «Poi è arrivata questa proposta di sviluppo, molto interessante in termini occupazionali - spiega la consigliera regionale Marcella Zappaterra, che ha seguito da vicino il progetto -, anche se i due aspetti decisivi sono la filiera e la formazione». Nel primo caso l’ex Bbs è stato ritenuto un sito produttivo idoneo e adatto alla riconversione, contando sulla disponibilità fornita dagli enti coinvolti (Comune di Ro, Camera di Commercio di Ferrara, Regione) nel velocizzare l’iter burocratico. Non mancherà il contributo dell’Università di Ferrara, mentre la formazione sarà affidata al Centro di formazione professionale Cesta.

posti di lavoro

Come detto, gli occupati già a partire dall’insediamento nel 2019 saranno alcune decine ma con la prospettiva di un’implementazione negli anni successivi. A fornire ulteriori dettagli giovedì mattina saranno la stessa Zappaterra, il sindaco roese Antonio Giannini, Stefano Lanza e Gabriella Multari in rappresentanza della Lp Energy (con presentazione del business plan complessivo), Laura Ramacciotti del Consorzio Futuro in ricerca (per le sinergie impresa-Università), il geometra Michele Cervellati (per il progetto di riqualificazione architettonica) e Mauro Giannattasio della Camera di Commercio.

«Per chi come me era seduta sul tavolo della crisi dell’allora Bbs, vedere rinascere quest’area produttiva in provincia è veramente una grande soddisfazione», commenta la Zappaterra. —

D.B.

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