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Scritte rosse sui muri dei Bagni di Estensi Offese nei confronti del sindaco Fabbri

Imbrattate decine di stabilimenti balneari La condanna dalla coop Cesb: fatto grave 

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il fatto

Scritte rosse su muri e vetrate degli stabilimenti balneari di Lido Estensi contro il sindaco Marco Fabbri. Frasi offensive e gravi, che vanno dal “corotto” all’ “assassino” ma il primo cittadino si prende anche della “prostituta”.

Tra tutte una frase (riportata più volte) colpisce: “Fabbri vende i Lidi, sveglia colleghi”. Ed è forse da qui che bisogna partire. Le scritte sono comparse dopo l’incontro sul futuro della ex Cercom: che si a un invito ai gestori degli stabilimenti e alle cooperative a prendere posizione? Il sindaco Fabbri ha deciso di non rispondere e tra le righe ha fatto intendere che è pronto a qualsiasi critica sul piano politico o in qualità di amministratore, ma le offese a livello personale vanno oltre.

Sono le due donne del Comitato del No alla fabbrica, Maura Tomasi e Sandra Carli Ballola a dare una interpretazione su quanto accaduto: «Fermo restando che gesti del genere sono sempre condannabili e lunghi da noi volerli in alcun modo giustificare, ci viene però da dire che sono prevedibili e che si possono anche capire». Il motivo? «Fabbri ha chiuso ogni porta al dialogo, sulla Cercom ha viaggiato per conto suo senza mai prendere in considerazione le posizioni di parte dei cittadini ed ecco quindi che c’è chi contesta, seppure nelle sedi sbagliate, e chiede in qualche modo attenzione». Ed infine è la Ballolla a sottolineare che «Fabbri deve ritirare il progetto e chiudere la questione Ex cercom».

Una dura condanna arriva invece dal presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei Lidi Estensi e Spina, Nicola Spinabelli. «Ci dissociamo da questi atti vandalici – interviene Spinabelli – Chi ha agito, lo ha fatto anche in sfregio alle nostre attività. È scontato, ma è doveroso specificare che noi non c’entriamo nulla ed esprimiamo solidarietà al sindaco per le parole pesanti che gli sono state rivolte».

I carabinieri di Comacchio, che stanno già indagando su altre scritte, di analogo tenore, scritte con bombolette spray anche sul cancello di ingresso dell’ex-stabilimento Cercom, effettueranno tutti i dovuti approfondimenti del caso. Con ogni probabilità si tratta di episodi tra loro collegati, da porre in relazione alla protesta in atto contro il progetto di riqualificazione e di ampliamento dell’ex-stabilimento Cercom di Porto Garibaldi. —

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