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Resa dei conti rinviata La minoranza diserta il consiglio comunale

Ieri è mancato il numero legale: la seduta è stata sciolta Il sindaco: «Noi ci dimostriamo coerenti e responsabili»

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MESOLA. Ancora un nulla di fatto nella querelle che si protrae da mesi tra la maggioranza e la minoranza, che si era appellata al prefetto per smuovere le acque e far sì che venisse convocato il Consiglio comunale. La minoranza non si è presentata alla seduta convocata ieri pomeriggio, facendo venir meno il numero legale necessario a dare avvio ai lavori in aula.

Due appelli (quello delle 15 è stato ripetuto alle 15.30) sono andati deserti: seduta annullata e rinviata al 27, come la resa dei conti tra i due schieramenti.

padovani e il suo vice

Amareggiato il sindaco Gianni Michele Padovani: «Dopo tanta insistenza a convocare il consiglio – fa notare – l’opposizione non si è presentata. Noi continueremo a lavorare anche durante le festività, perché abbiamo assunto precise responsabilità nei confronti dei cittadini e perché siamo coerenti».

A rafforzare queste parole quelle del vicesindaco Dario Zucconelli, il quale ha precisato come «loro sono in sei e non hanno il numero legale per chiedere la sfiducia. O si presentano il 27 o fanno come oggi. Sono già in campagna elettorale – aggiunge Zucconelli – e vanno sulla stampa a manifestare la loro posizione, ma non qui».

L’ex maggioranza

L’ex assessore Michele Gatti, passato nelle fila della minoranza, non ci sta e rilancia: «Non mi risulta che la data e l’orario di convocazione, così anomalo, sia stato concordato nella conferenza dei capigruppo, dato che tutti lavoriamo. Sembra fatto apposta».

Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Vassalli, che dalla lista del sindaco Insieme per crescere è passato all’opposizione. «Io non mi sono presentato in Consiglio – dichiara Vassalli – perché ho saputo della convocazione all’ultimo minuto. Non ero presente al momento della notifica per motivi di lavoro e la convocazione è stata lasciata nella cassetta della posta». Il consigliere ha poi assicurato la propria presenza nella seduta del 27 dicembre, «data la rilevanza degli argomenti da trattare».

l’opposizione

Duro anche Primo Marchetti, capogruppo di Creare futuro, il quale ha sottolineato come «non si può convocare il consiglio comunale quando fa comodo. Ci sono 5 capigruppo, 4 della opposizione, che chiedono rispetto. Tutti quanti abbiamo un’attività e dobbiamo organizzarci». Anche per la seconda convocazione Marchetti ha ribadito che «nel modo più assoluto» non ci sarà.

Luciano Tancini, capogruppo di Cambiamento e Crescita, rimarca che «non si può tenere sospesa la macchina amministrativa per mesi. Il sindaco non ha più i numeri per governare. Il 27 ci sarò, ma perché la seduta sia valida saranno necessari 4 consiglieri. Non siamo professionisti della politica. Tutti lavoriamo. A Mesola non è mai stato convocato il consiglio di pomeriggio, in un giorno feriale». —

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