La Nuova Ferrara

Ferrara

«Reddito superiore alle media regionale e più occupazione Si potrà far meglio?»

Stefano Ciervo

Il sindaco ha snocciolato i risultati economici del suo mandato «Unife con 20mila iscritti ci ha aiutati, le categorie non molto» 

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L’evento

«Questo è un bilancio da guardare con rispetto. E starò a vedere se chi viene saprà fare meglio». Tiziano Tagliani ha presentato così il suo ultimo bilancio consuntivo, ma la formula può essere tranquillamente applicata all’intero mandato che va a scadere la prossima primavera. Un bilancio, a tutto tondo quindi, che si chiude in attivo, è la rivendicazione del sindaco: Ferrara è diventata una città «con il reddito pro capite superiore alla media regionale», attrattiva di nuova residenza, con tassi di occupazione e disoccupazione in netto miglioramento. Il tutto senza grandi collaborazioni locali, «le associazioni di categoria non ci hanno aiutato molto. L’unica eccezione è l’università che in questi ultimi anni ha superato i 20mila iscritti, una risorsa straordinaria» ha aggiunto, confermando la notizia che «fra sei mesi ci potrebbe essere un nuovo studentato», presumibilmente in Darsena. È restata in un cono d’ombra la sicurezza.

Il punto di partenza

Tagliani ha parlato per tre quarti d’ora, anticipando irritualmente l’illustrazione del budget 2019, di fronte a spalti quasi deserti. Ha ricordato da dov’era partito, nel lontano 2009 ancora in era Berlusconi. La crisi è arrivata subito «con i sindacati dell’edilizia che facevano il funerale al settore qui, in piazza Municipale», la spending review, la richiesta di ristoratori e albergatori «di fare la respirazione artificiale al sistema dell’accoglienza, con eventi ogni mese»; il debito comunale «enorme, il più alto in Emilia Romagna, per il quale spendevamo 1,2 milioni d’interessi l’anno. E l’allora assessore Marattin ci aiutava nella battaglia con il governo».

grandi manovre

In questi anni sono stati tagliati anzitutto 90 miliardi di debito, senza però rinunciare agli investimenti richiesti. Erano 16 milioni nel 2009, sono diventati 33 nel 2015 e poi 58 quest’anno. Il tutto, lo ha riconosciuto anche Tagliani, anche per via dei fondi sisma, ma anche riuscire a «erogare 42 milioni ai privati, sui 51 stanziati, e 88 alle imprese, vi assicuro è stata un’impresa complessa». Sono arrivati soldi anche dalle assicurazioni, Cassa depositi e prestiti, Invimit, Europa per il Teatro Verdi, e poi ministero Beni culturali e Regione. Il tutto a fronte di un’unica manovra fiscale, nel 2015, che ha portato il gettito Irpef da 12,2 a 14,3 milioni.

Risultati

Il reddito pro capito dei ferraresi, citato dal Sole 24 Ore, è diventato di 23.596 euro, «il che fa della nostra città una delle sole 17 su 108 capoluoghi di provincia ad aver registrato un aumento rispetto a 10 anni fa. Oggi abbiamo un reddito superiore alla media dell’Emilia Romagna, non siamo più cenerentola» ha rivendicato Tagliani. Il tasso di occupazione è passato da 65,8 del 2010 a 71,8 del 2017, quello di disoccupazione è sceso dal 12,8 del 2014 al 9,7 attuale (gli anni di partenza scelti non sono gli stessi). Anche i residenti sono in saldo attivo, «solo Poggio Renatico e Cento lo sono assieme a noi in provincia», nonostante il saldo nati-morti negativo di 1000 unità l’anno: «E non stiamo parlando di studenti e migranti». E sono stati aperti Cona e riqualificato l’ex Palaspecchi.

L’unico errore

Tagliani ha ammesso un solo errore, «abbiamo tentato di stringere la cinghia sui servizi alla persona (l’Asp, ndr) e abbiamo sbagliato, l’anno dopo si è rimediato». Per il resto, nonostante le difficoltà, «non sono stati fatti indietro su scuola e cultura, anzi, e con Parma (Pizzarotti è un bravo sindaco) siamo all’avanguardia per raccolta differenziata dei rifiuti: abbiamo raggiunto l’87,5%, con la Tari più bassa della provincia, e stiamo pensando nelle mese di fare a meno di piatti e stoviglie di plastica». La sua Atersir ha tagliato nei giorni scorsi 600mila euro di costi della raccolta. «Ferrara è una città difficile, abituata a vedere grandi mostre senza soldi delle Fondazioni: abbiamo portato 30mila bambini a vedere l’Orlando».

Qui Tagliani si è seduto, all’accenno di applauso dai banchi Pd, e si è messo a guardare. —

Stefano Ciervo

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