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Terapie anticoagulanti Spiragli dopo le proteste: si sta lavorando per superare i problemi

Alessandro Bassi

Intoppi per l’etichettatura delle provette con il sangue da analizzare Il medico: i pazienti dovranno andare a Ferrara solo la prima volta 

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IL CASO

Il problema delle analisi per i pazienti sottoposti a terapia anticoagulante ha destato un forte interesse da parte di chi accede o dovrà accedere al servizio. In pratica, gli utenti che vivono nell’Unione Terre e Fiumi dovrebbero trasferirsi a Ferrara per eseguire i prelievi. Questo a causa della impossibilità, per ora, di stampare le etichette da apporre alle provette dei prelievi eseguiti a livello locale.

Trattandosi di tematica delicata, spiega la situazione il dottor Franco Miola, coordinatore del Nucleo di cure primarie nel territorio dell'Unione Terre e Fiumi, e quindi dei medici di famiglia (che seguiranno comunque i loro pazienti trattati fino alla presa in carico da parte della fisiopatologia della coagulazione al vecchio Sant’Anna di Ferrara).

il percorso

Miola è chiaro: «A partire dal 1998, è stato avviato sul territorio un protocollo per sottoporre alle analisi i pazienti sottoposti a terapia anticoagulatoria. I pazienti effettuavano i controlli nel loro punto di prelievo abituale (e per quelli che non potevano muoversi anche a domicilio), e i risultati andavano ai medici di famiglia, che poi prescrivevano terapie personalizzate. Il protocollo ha funzionato bene e col gradimento delle persone».

Nel 2013, Ausl ha scelto di «percorrere altre strade, variando alcune modalità di intervento. A livello locale, «dopo aver continuato su base assolutamente volontaria nella precedente metodologia fino a questa estate, ci si è conformati alle nuove scelte». Così dal primo gennaio, verranno seguite «le linee guida rinnovate. In linea di massima, però, cambierà relativamente poco. Spiace, al medico e al professionista, che non si sia tenuto conto della proficua e ultraventennale esperienza del protocollo, condotta con soddisfazione di pazienti e famiglie. Sono scelte. Di altri».

un solo viaggio

I pazienti che accedono al servizio di fisiopatologia, nel territorio sono 542. Non pochi. «I pazienti, o loro parenti con adeguata documentazione - spiega il medico - , dovranno rivolgersi al servizio a Ferrara per essere presi in carico, ma si tratta di un solo viaggio, è quella che si definisce una Prima Visita, e continueranno a recarsi, in seguito, ai luoghi di prelievo abituali».

Unica variazione sostanziale, ricorda Miola, «sarà legata alla comunicazione degli esiti. Non sarà più inviata ai medici, ma ai pazienti per posta elettronica. Nell'eventualità che un soggetto seguito non possa accedere alla posta elettronica, dovrà fornire una farmacia di riferimento sul territorio, alla quale saranno inviati i dati, per poi farli avere al medico curante che rimane il responsabile della terapia. Nella costruzione del protocollo ci sono stati intoppi di carattere tecnico (le etichettature, ndr), e si sta lavorando per superarle». —

Alessandro Bassi

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